La missione italiana in India: firmati 11 accordi industriali

Ufficializzata la partnership tra Piaggio e Intesa Joint venture di Pioneer (Unicredit) con Banca Baroda. Contratti per Stm e Pininfarina

nostro inviato a Mumbai

Nella cornice dell’hotel Taj Mahal di Mumbai, costruito agli inizi del secolo da un esponente della famiglia Tata, gli Agnelli d’India, il premier Romano Prodi e il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, hanno ieri firmato fiumi di carte. Unidici «Mou» (memorandum of understanding) per business di aziende italiane in India. Dopo le due intese che la stessa Tata, presente il suo boss Ratan, ha siglato con Fiat e Iveco, tra gli accordi spicca quello tutto italiano tra Piaggio e Intesa Sanpaolo: due italiani in India perché l’obiettivo dell’accordo è il territorio indiano.
Come anticipato ieri dal Giornale, Intesa ha siglato un piano di investimenti da 65 milioni per finanziare la nascita del secondo stabilimento indiano di Piaggio, a Pune, nella stessa provincia di Mumbai, che produrrà 200mila motori diesel l'anno (da 500, mille e 1.200 cc). Un’operazione mirata a rafforzare il settore delle tre ruote (in cui Piaggio è il secondo produttore nazionale con il 36% di quota di mercato nella vendita degli Ape modificati) e a entrare con un prodotto nuovo, il Quargo, in quello delle 4 ruote «leggere». L’operazione è stata annunciata dai numeri uno di Piaggio e Intesa, Roberto Colaninno e Corrado Passera. In un’ideale chiusura del cerchio del risanamento della Piaggio: proprio Intesa era, nel 2003, la banca leader tra quelle creditrici del gruppo in difficoltà. E oggi, con la società quotata, torna a investire in giro per il mondo.
«Siamo la banca di Piaggio» ha detto Passera, sottolineando la natura del gruppo di Pontedera di «vera multinazionale» del Paese. In questo senso il ruolo di Intesa, pur non essendo socio nell’operazione, è senz’altro paragonabile a una partnership, benché non di capitale. Il Quargo, ha detto Colaninno, «avrà un prezzo concorrenziale, per ora tenuto segreto, tanto da essere prevista anche la sua esportazione in Italia». Oltre all’automotive, la missione Italia-India ha prodotto altre 8 alleanze. Tra queste spicca quella della seconda grande banca italiana, Unicredit: la Sgr Pioneer ha firmato un accordo con la Bank of Baroda per dare vita a una joint venture nell’asset management nella quale Pioneer metterà la gestione, e Baroda la rete di distribuzione. Mentre Finmeccanica, tramite Selex, ha firmato una lettera d’intenti per un’alleanza con Bharat Heavy Electricals nei sistemi di difesa, ed Eni, con la Oil corp, hanno confermato la collaborazione nelle aree off-shore. Le altre intese sono state siglate da Carraro, Stmicroelectronics, Pininfarina, Elettronica e Tecnimont. La missione si conclude oggi con una sorta di lezione di selezionati top manager italiani.