Missioni all'estero, il Carroccio al premier: "Stop ai rifinanziamenti"

Calderoli scrive a Palazzo Chigi per sottolineare "l’inopportunità" di esaminare fuori sacco domani in cdm il dl sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero

Roma - "Le missioni all'estero non devono essere rifinanziate". Il ministro per la Semplificazione Legislativa Roberto Calderoli ha inviato una lettera a Palazzo Chigi nella quale sottolinea l’assoluta inopportunità di esaminare fuori sacco domani in cdm il decreto legge sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero senza che prima vi sia stato un chiarimento politico con la certificazione del numero di contingenti nelle missioni. In mattinata il Consiglio supremo di difesa si era riunito al Quirinale dove aveva deciso di diminuire il numero dei militari italiani impegnati nelle missioni all'estero. Il Consiglio ha, infatti, preso atto della minore quantità di risorse disponibili ribadendo però che "l’Italia non può sottrarsi alle sue responsabilità" per concorrere alla pace e alla sicurezza internazionale.

La Lega scrive a Palazzo Chigi La lettera inviata dalla Lega alla presidenza del Consiglio sembra chiudere la strada all’ipotesi che domani possa essere presentato un decreto per rifinanziare le missioni militari all’estero. A meno che - si lascia intendere - prima del Consiglio dei ministri in programma domattina, non ci siano contatti tra i partiti di maggioranza. In ogni caso, la Lega non cederebbe all’ipotesi di aprire una discussione sul rifinanziamento se prima non verranno definiti con assoluta precisione i "numeri" relativi alle missioni internazionali ed ai contingenti impegnati. Si nota, inoltre, come il ministro Calderoli abbia scelto l’invio di una lettera alla Presidenza del Consiglio, tralasciando pertanto i contatti informali con i membri di Governo.

Riduzione dei contigenti "Il Consiglio, nel rivolgere il proprio apprezzamento e partecipe omaggio ai militari e civili italiani impegnati con convinzione e spirito di sacrificio nelle missioni internazionali, ha convenuto sull’opportunità di procedere, di concerto con le istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti. La ricerca di soluzioni concordate sarà ponderata e tempestiva". È quanto scritto nella nota finale della riunione del Consiglio supremo di difesa.

La crisi libica e il post "Con riferimento alla crisi libica, che riveste particolare interesse per l’Italia, è stato effettuato un punto di situazione sull’andamento delle operazioni in corso e sulle loro prospettive. Al riguardo, è stata sottolineata l’opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell’Onu".