Missioni estere, il Cdm dice sì al rifinanziamento Napolitano sottolinea: "No ai ritiri unilaterali"

Arriva
fuorisacco il decreto per il rifinanziamento delle missioni
militari all’estero. Prima del cdm vertice con i ministri leghisti. Il governo trova la quadra: l’importo sarà di 700 milioni di euro
comprensivo degli ulteriori tre mesi di impegno in Libia.
I
tagli sono di circa 200 milioni. La missione in Libia finanziata fino al 30 settembre

Roma - Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto per il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero presentato questa mattina fuorisacco. Soddisfatto il ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Il decreto è stato approvato mall'unanimità". Prima delle riunione, presieduta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, vertice con i ministri leghisti Roberto Maroni e Roberto Calderoli che contestavano l’inopportunità di discutere questa mattina il provvedimento. E' stato deciso che l’importo sarà di circa 700 milioni di euro comprensivo degli ulteriori tre mesi di impegno in Libia. I tagli sono stati di circa 200 milioni.

Missione in Libia finanziata fino al 30 settembre Inoltre, "dei 9950 militari attualmente impegnati, 2078 uomini rientreranno a casa entro fine anno". Lo ha annunciato il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo che il governo ha deciso di finanziare la missione in Libia solo fino al prossimo 30 settembre. "Nel decreto di rifinanziamento delle missioni militari all’estero è prevista una riduzione complessiva della spesa di "circa il 15%", ha detto La Russa. "Ma ciò che è importante -ha continuato La Russa - è che non abbiamo diminuito neanche di una virgola le risorse destinate alla sicurezza dei militari. Anzi 15 milioni in più sono stati destinati ad accrescere la sicurezza dei militari". "L’Italia è un forte alleato della Nato ed un finanziatore affidabile dell’Alleanza", ha spiegato il portavoce della Nato, Oana Lungescu. "Continueremo a contare sul supporto dell’Italia, come degli altri Stati partner che qualche giorno fa hanno deciso di prorogare di 90 giorni la missione in Libia - ha aggiunto la portavoce della Nato - dandoci quindi la sicurezza di poter disporre di risorse sufficienti".

I numeri del decreto Quasi 120 milioni di euro risparmiati, e oltre la metà arrivano dal diverso impegno in Libia, con un costo della missione di Tripoli più che dimezzato. Sono i numeri del decreto per il rifinanziamento delle missioni internazionali, approvato in Cdm dopo che si è trovata l’intesa con la Lega. "Nel primo semestre di quest’anno le risorse necessarie per la Difesa erano state programmate in 668 milioni. A questi 668 si erano poi aggiunti nella seconda metà dello scorso semestre le risorse necessarie per finanziare la missioni in Libia che era sopravvenuta, in tre mesi costata 140 milioni", con "un costo complessivo di 810 milioni", che "sarebbero aumentati nel secondo semestre, perché erano previsti altri 15 milioni per l’aumento delle condizioni di sicurezza dei nostri soldati", ha comunicato il ministro La RUssa che poi ha aggiunto: "Sotto lo stimolo di Berlusconi, dell’amico Calderoli, e del Ministero, siamo arrivati al risultato che, ferme restando tutte le missioni, il costo complessivo scende a 694 milioni con un risparmi di quasi 120 milioni di euro". In particolare, "abbiamo ridotto soprattutto il costo relativo alla Libia: da 142 milioni siamo passati a meno di 60 milioni", grazie al fatto che si è ritenuta "non necessaria la presenza della portaerei Garibaldi con i suoi tre aerei, ma l’impegno è identico perchè il lavoro dei tre aerei imbarcati sulla Garibaldi lo faranno quelli nelle basi con una attività più flessibile".