«Missioni militari e spaziali con ali comandate a distanza»

Le previsioni di Bob Krieger, numero uno dei Phantom Works della Boeing

da Saint Louis

Bob Krieger è il numero uno dei Phantom Works della Boeing, dirige da Saint Louis la sua ramificata organizzazione, costituita da piccoli (si fa per dire) gruppi costantemente interconnessi grazie ad una rete di comunicazione superprotetta, che lavorano in supporto delle unità operative della società. Krieger è un ingegnere entrato alla allora McDonnell Douglas nel 1968 ed ha scalato tutti i gradini per arrivare al vertice della struttura di ricerca del gruppo. E deve essere anche un buon manager, perché gestisce oltre 4.500 persone e un bilancio di oltre 1,5 miliardi di dollari. Con lui parliamo di tecnologie e di nuovi sistemi. Gli chiediamo se l'uomo è davvero destinato a scomparire dalle cabine di pilotaggio di aerei ed elicotteri. Spiega che il processo in corso è fatto di piccoli passi «cominciamo dalle missioni più noiose, quelle di sorveglianza, lunghissime, poi passiamo a quelle molto rischiose, ma non credo ci sarà davvero una totale sostituzione, il nostro X-45 rappresenta già un enorme progresso in questa direzione». Chiedo se, dopo il Concorde, si arriverà ad un aereo passeggeri supersonico con costi accettabili e la risposta non è incoraggiante. Krieger dice che ci si lavora da anni, ma è più probabile che si cominci con un jet d'affari supersonico e sempre che si riesca a trovare un sistema per ridurre o eliminare il boom sonico «ci si può riuscire intervenendo sul disegno aerodinamico, riducendo i pesi, gestendo il flusso dell'aria sull'ala con metodi attivi».
Ma è ancora il comparto militare a promettere i progressi più straordinari, Krieger mi illustra le novità in campo aerodinamico, con l'avvento di velivoli che potranno modificare la propria configurazione per funzionare al meglio in ogni condizione di volo e il cui controllo non sarà assicurato da superfici mobili, perché con il «morphing» l'intera struttura si adatterà. E questo non riguarderà solo gli aerei, ma anche i rotori degli elicotteri. In campo spaziale vedremo presto veicoli orbitali e suborbitali riutilizzabili, pilotati e non pilotati che potranno svolgere tutte le missioni, anche quelle di attacco». \