Mississippi, crolla ponte: nove morti, 20 i dispersi 

Crollo nell'ora di punta. Quattro delle otto corsie erano chiuse per ristrutturazione. Gli esperti: &quot;Cedimento strutturale&quot;. Escluso l'attentato. Il bilancio è provvisorio perché 50 auto sono ancora disperse nel fiume. Il governatore: &quot;Catastrofe storica&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=196975">I precedenti</a></strong>

Minneapolis - È di almeno nove morti, 60 feriti, 22 gravi, e 20 dispersi il bilancio provvisorio del crollo di un ponte autostradale sul Mississippi avvenuto nel Minnesota: al momento del disastro, avvenuto alle 18 locali, nell’ora di punta, la struttura era in riparazione e quattro delle otto corsie erano state chiuse al traffico. Ancora incerte le cause di quello che il governatore dello Stato Tim Pawlenty ha definito "una catastrofe di dimensioni storiche", ma l’ipotesi più probabile rimane al momento quello del cedimento strutturale.

Dispersi nel fiume Sono almeno una ventina le famiglie giunte al centro informazioni allestito dalle autorità per avere notizie di familiari che non sono riusciti a localizzare. Il responsabile dei vigili del fuoco, Jim Clack, ha reso noto che sessanta persone sono state ricoverate negli ospedali della zona e che il bilancio delle vittime potrebbe ulteriormente aggravarsi: "Pensiamo che nel fiume possano esserci ancora diverse macchine che non siamo in grado di vedere". Il sopraggiungere dell’oscurità ha infatti portato alla sospensione delle operazioni di soccorso: i vigili valutano in almeno una cinquantina le vetture ancora non recuperate, mentre tra i pazienti ricoverati almeno sei si trovano in condizioni critiche.

Lavori al ponte Pawlenty, ha spiegato che il ponte - a campata unica, lungo 600 metri e costruito nel 1967 - era stato ispezionato già due volte dall’ispettorato del Dipartimento dei Trasporti senza che fossero stati riscontrati problemi: "C’erano solo dei piccoli lavori da fare"; la Homeland Security ha tuttavia scartato l’ipotesi dell’attentato. A quanto sembra la sezione centrale del ponte è precipitata nell’acqua, per cause ancora da accertare; una piccola parte è rimasta intatta formando un’isola sulla quale sono rimaste in precario equilibrio diverse macchine. "Ovviamente si tratta di una catastrofe di dimensioni storiche per il Minnesota, e stiamo facendo tutto il possibile per rispondere alle necessità di quelle persone colpite dall’incidente", ha concluso Pawlenty.

Polemiche Il ponte ha ceduto, mentre 50-100 veicoli - secondo varie testimonianze - lo stavano percorrendo. Alcune auto sono finite nelle acque del più grande fiume degli Usa - almeno una cinquantina, secondo una tv locale - altre sono rimaste incastrate sotto pezzi di cemento armato. "Ho sentito un rumore orribile, poi ho visto il crollo e una nube di polvere", ha raccontato Janet Stately, che si trovava in auto vicino al luogo del crollo. Uno scuolabus giallo, di quelli che costellano tutte le strade d’America, è rimasto in bilico, semidanneggiato, sulla carreggiata divelta: secondo i media locali, trasportava bambini di ritorno da un campo estivo. Alcuni bambini risultano ricoverati negli ospedali locali, ma solo perché sotto shock. L’allarme immediato ha fatto convergere nella zona tutti i mezzi dei soccorsi disponibili a Minneapolis e squadre di sommozzatori si sono lanciate nel Mississippi, alla ricerca di superstiti o cadaveri. La Guardia Costiera ha isolato un lungo tratto del fiume, per favorire le ricerche anche a valle del luogo del crollo. Nella notte le ricerche sono state interrotte.

Polemiche E intanto le autorità cercano di parare le inevitabili accuse. Il ponte aveva subito ispezioni e controlli. Erano state trovate deficienze e segni di deterioramento di varia portata nelle capriate, ma nessuno aveva parlato di pericoli immediati e così gravi, si difende l’ufficio del governatore. La stampa locale invece attacca e ricorda che nel 2005 era stata stilata una sorta di pagella generale del ponte: il voto era stato talmente basso che, tradotto in indicazioni pratiche, suonava così: si potrebbe anche infognarsi in complesse riparazioni, ma è più semplice costruirne un altro.