«Missoni ha lanciato Milano come capitale della Moda»

Gli auguri del sindaco Moratti e del governatore Formigoni per il complenno dello stilista, imprenditore e campione olimpionico che oggi compie 90 anni. <BR> Nel 1976 apre la sua prima boutique a Milano, nell'83 disegna gli abiti per la Prima della Scala

«Missoni è l'imprenditore che ha contribuito a lanciare Milano come capitale della moda». Con queste parole Letizia Moratti ha inviato i suoi auguri allo stilista Ottavio Missoni, che oggi compie 90 anni. «Missoni è il creativo e l'innovatore che ha reinventato la maglieria imprimendole il suo stile inconfondibile - scrive il sindaco -. È il campione olimpionico di atletica. È il milanese d'adozione, con una storia di sacrifici alle spalle. È una personalità di successo che suscita nella gente sentimenti di stima e di affetto perché trasmette un'idea di fiducia, di semplicità, di autentico attaccamento alla tradizione. Il suo segreto è la famiglia, la moglie Rosita, sempre al suo fianco, i figli, i nipoti. Una dinastia che trova in lui il suo punto di riferimento, la sua luce, la sua forza».
Nato nel 1921 a Ragusa, nell'allora regno di Jugoslavia, da padre di origine friulana e madre dalmata si trasferisce all'età di sei anni a Zara, dove trascorre la giovinezza. Divide il suo tempo tra lo studio e l'atletica leggera: nel 1935 veste la maglia azzurra nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 metri ostacoli. Dopo aver conquistato otto titoli nazionali, nel 1939 è campione mondiale studentesco a Vienna. Dopo il secondo conflitto parteciperà alle Olimpiadi di Londra, classificandosi al sesto posto nella finale dei 400 m ostacoli.
Partecipa alla battaglia di El Alamein, e dopo avere passato 4 anni in un campo di prigionia in Egitto, nel 1946 torna in Italia dove si iscrive al Liceo Oberdan. Nel frattempo sempre a Trieste apre un laboratorio di maglieria, in società con un amico, il discobolo Giorgio Oberwerger.
Il 18 aprile 1953 arriva l'amore che lo accompagnerà per tutta la vita: sposa Rosita Jelmini, la cui famiglia possiede una fabbrica di scialli e tessuti ricamati in provincia di Varese. I due sposi uniscono i loro sforzi, aprono un laboratorio in un capannone in affitto a Gallarate, spostando la produzione artigianale interamente a Sumirago. La formula funziona: in circa sette anni gli abiti Missoni iniziano ad apparire sulle riviste di moda.
Nel 1962 l'innovazione, che cambierà la storia della moda italiana: la macchina da cucito Rachel, nata per la lavorazione degli scialli, viene per la prima volta usata per la creazione di vestiti, che risultano colorati e leggeri. È il successo commerciale della linea. Nel 1976 apre la prima boutique a Milano. Nel 1983 Missoni realizza i costumi di scena per la prima della Scala la «Lucia di Lammermoor».
Nel 1986 viene insignito dell'onorificenza di Commendatore della Repubblica. In questa occaisone, però Missoni - sembra paradossale - è in difficoltà, non ha l'abito: «Non compro abiti firmati, mi metto quello che mi piace - ha raccontato al Chiambretti Night -. Quando sono stato invitato al Quirinale mi serviva uno smoking... Non producendo io quella roba, sono entrato da Armani e ne ho comprato uno».
«L'ottimismo, l'ironia e l'entusiasmo nei confronti della vita - scrive nel suo telegramma di auguri il presidente della Lombardia Roberto Formigoni - sono qualità che, unite all'impegno, portano lontano. Questo è l'atteggiamento positivo che, da sempre, la contraddistingue e al quale lei ha saputo dar corpo e colore con le sue realizzazioni».