Il «mister» Berlusconi mette in campo i lombardi

Sicuri Tremonti all’Economia e Stanca all’Innovazione, Bossi forse vicepremier, il nodo del Pirellone e Formigoni

Ma quanti sono i lombardi che aspirano al governo? Tanti, forse troppi, se si considera che i ministeri saranno probabilmente sedici (dodici con portafoglio) e che è necessario garantire una rappresentanza a tutto il Paese, come è nelle intenzioni di Silvio Berlusconi. E anche contando viceministri e sottosegretari, si arriva al tetto massimo di sessanta stabilito nei giorni scorsi dal premier in pectore. Partiamo dalle certezze. A parte Berlusconi, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, originario di Sondrio. È stato «nominato» per l’Innovazione Lucio Stanca, lacustre d’adozione perché vive con la famiglia a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como. Ottime probabilità ha Ignazio La Russa, siculo-lombardo, nato a Paternò e tra gli avvocati più noti di Milano, del quale si parla come ministro della Difesa.
Uno dei tasselli del mosaico è la presidenza della Regione Lombardia, che la Lega rivendica per sé. Roberto Formigoni in questo caso lascerebbe l’incarico da governatore per andare a Roma, probabilmente come ministro delle Attività produttive o delle Infrastrutture, anche se non sono escluse altre collocazioni meno pesanti. Se così fosse, il numero di lombardi al governo si ridurrebbe perché il peso della Lombardia è tale da ridimensionare le aspettative su Palazzo Chigi. Il Carroccio ha infatti chiesto come compensazione quattro ministeri e soprattutto la possibilità di influire da Roma sulle politiche che riguardano Malpensa e l’Expo, attraverso la presidenza dell’Alitalia o/e un ministero competente sugli aeroporti e con le deleghe per l’Expo 2015. Tra i nomi in corsa del Carroccio ci sono parecchi lombardi. Primo fra tutti il leader della Lega, Umberto Bossi da Gemonio, accreditato come vicepremier o ministro delle Riforme.
C’è Roberto Maroni, che è di Varese, destinato a un ministero come gli Interni (nel caso in cui la Lega avesse un ministero pesante, uno leggero e la Lombardia) o a Welfare/ Attività produttive (se invece gliene toccassero tre). Alle Riforme potrebbe tornare il bergamasco Roberto Calderoli. In corsa anche Roberto Castelli, di Lecco come Formigoni, candidato numero uno alla guida della Lombardia, rimane in ballo anche per la Giustizia. Infine Rosy Mauro, la leader del Sin.Pa, il Sindacato padano, che il Senatùr vorrebbe nella squadra di governo. L’elenco dei lombardi potrebbe diminuire nel caso in cui l’Agricoltura toccasse a un leghista (forse veneto).
Rumors romani su Mariastella Gelmini, la bresciana coordinatrice regionale di Forza Italia. In alcuni incontri si è parlato di lei, che è avvocato, come titolare della Giustizia (che però dovrebbe andare a un’altra signora, Giulia Bongiorno) ma è in ballo anche per Famiglia e Affari regionali. Ha qualche ambizione di governo la neoparlamentare Viviana Beccalossi, che da assessore regionale all’Agricoltura punta a un ruolo da sottosegretario in quel settore (nel caso in cui il ministero toccasse alla Lega). Gira il nome di Maurizio Lupi alla Salute, ma un suo eventuale ruolo da ministro sarebbe possibile solo nel caso in cui Formigoni fosse costretto a rimanere al Pirellone. Più probabile una sua collocazione come sottosegretario, così come per quell’incarico è in corsa Giancarlo Abelli, che però non nasconde di preferire un ritorno a Milano, come vicepresidente della Regione nel caso in cui la guida del Pirellone toccasse alla Lega. Si parla di Abelli anche come coordinatore regionale del partito, nel caso in cui la Gelmini diventasse ministro. Per concludere, la lecchese Michela Vittoria Brambilla. L’animatrice dei Circoli sarà quasi certamente nella squadra di Berlusconi e di lei, animalista convinta, si parla come sottosegretario all’Ambiente.