Il mister che ci ha riconciliato con il bel gioco e con il Calcio

(...) perchè ha esternato in una conferenza stampa, mi sembra quantomeno grottesco. Abbiamo dimenticato cosa avveniva fino all’anno scorso nelle conferenze stampa? Il cronista allontanato perchè «cattivo», quell’altro che «a te non rispondo», quello che «tu non sei un giornalista ma un tifoso del Genoa» o quell’altro ancora che «ma non diciamo cazzate». Dov’erano allora i monsignor Della Casa dell’esternazione politicamente corretta che oggi crocifiggono Mazzarri? Dov’erano i damerini del «non si fa», «ma dove andremo a finire», «Ma poffarbacco, questo Mazzarri come si permette?»... Forse erano impegnati a scrivere e a dire in televisione che Novellino era un grande allenatore, che con lui si andava sicuri e che se fosse arrivato un altro tecnico, magari uno che difendeva a tre, la Samp sarebbe retrocessa direttamente e senza passare dal via. Oppure che Mazzarri non sarebbe mai arrivato perchè la Samp non accetta gli allenatori che si offrono. Tutto scritto, tutto registrato, tutto documentato.
E i tifosi? I tifosi che si vergognano di un tecnico che non ha abbastanza a cuore le sorti blucerchiate dov’erano quando la squadra perdeva tre-quattro-cinque-sei-sette partite di fila, mettendo in mostra un gioco inguardabile, e nessuno esonerava l’allenatore e l’allenatore non si dimetteva?
Da tanti anni a Genova, dagli anni dello scudetto di Boskov, delle Coppe e delle finali, non si vedeva la Sampdoria giocare così bene. E il merito di tutto questo è di un grande presidente che ha salvato la squadra come Duccio Garrone e di un amministratore come Beppe Marotta che quest’anno ha il grande merito di aver creduto nel recupero di Cassano.
Ma Walter - il Walter che piace a me, intendo, quello che si è salvato con la Reggina partendo da meno 11, quello che non ha avuto in mano Cristiano Doni o Marco Borriello lasciandoli andar via, quello che ha un vocabolario ricco e ricercato, quello pagato meno del predecessore, per intenderci - ha meriti altrettanto grandi, se non di più. Mazzarri, ad esempio, è il primo tecnico da tanti anni a questa parte che riesce a far rendere Cassano al massimo. Mazzarri è quello che ha fatto esplodere Maggio. Mazzarri è quello che ha trasformato Pieri e Franceschini da comparse a protagonisti. Mazzarri è quello che ha avuto il coraggio di lasciar fuori Volpi, «indispensabile» per definizione, e di cambiare ruolo a Palombo, trasformando un faticatore di centrocampo in un Giocatore.
Ma forse i contestatori di Walter, se non si sono accorti di tutto questo, erano girati di spalle. Come la Sud dopo il filotto di sconfitte novelliniane.