«Mister Coccodrillo» ucciso da un pesce

Steve Irwin era famoso per i documentari in cui si avvicinava agli alligatori senza timore. È stato trafitto dall’aculeo di una razza

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

Steve Irwin, il cacciatore di coccodrilli più famoso del mondo, è morto colpito dalla sfortuna e dall’aculeo di un animale marino che gli si è conficcato direttamente nel cuore.
Irwin aveva 44 anni. Stava filmando con Philipe Cousteau lungo il Batt Reef in Australia Ocean Deadliest, un documentario sugli animali marini più pericolosi. In una pausa dovuta al maltempo, Steve ha fatto un tuffo dalla sua barca «Croc One» per girare una breve ripresa per la figlia di otto anni, Bindi. La ragazzina voleva presentare il mini documentario ad un canale televisivo per bambini. «Si è tuffato su una razza - ha spiegato il suo manager John Stainton - e l’animale ha messo in azione l’aculeo della coda che per colmo di sfortuna si è piantato direttamente nel petto di Steve all’altezza del cuore». Le razze hanno aculei lunghi anche più di dieci centimetri, che usano quando si sentono minacciate. Gli aculei sono collegati ad una sacca di veleno che produce una reazione infiammatoria locale. Ciò che ha causato la morte di Irwin però non è il veleno, ma il buco nel cuore fatto dall’aculeo. I soccorsi prestati dall’equipaggio della «Croc One» non sono bastati a salvargli la vita e il medico dell’eliambulanza giunto poco dopo sulla vicinissima isola di Low non ha potuto fare altro che constatarne la morte.
Famoso in tutto il mondo, ma in particolare in America dove aveva preso moglie, Steve Irwin era noto per i documentari mozzafiato girati a distanza ravvicinata con enormi coccodrilli famelici. Spesso e volentieri ripeteva il suo intercalare preferito, «Crikey», facendo salti all’indietro per evitare di essere azzannato. L’immancabile divisa tipo militare con i calzoni corti, il forte accento australiano ed il modo di parlare a raffica con cui descriveva davanti alle telecamere le sue avventure avevano fatto di lui un eroe. Il film Missione coccodrillo, uscito in Australia nel 2002 e in Italia l’anno successivo, lo aveva reso l’ambientalista più famoso del mondo. Era anche il più avventuroso. Nel film, Irwin era alle prese con un alligatore da salvare dalle grinfie di due agenti della Cia travestiti da cacciatori, che cercavano un satellite spia caduto e disgraziatamente ingerito dal coccodrillo.
Steve Irwin aveva conosciuto la moglie Terri ancora prima di diventare famoso. I due si erano incontrati nel ’91, quando Terri era andata in vacanza in Australia. Cresciuta in Oregon da un padre che spesso portava a casa animali feriti da curare, la giovane americana era andata a visitare lo zoo gestito dalla famiglia Irwin e si era innamorata del bel giovanottone con un mucchio di idee avventurose per la testa. Diventato famoso nel 1992 alla televisione australiana con la trasmissione Crocodile Hunter, i cui diritti sono poi stati comprati da Discovery Channel, Irwin è salito immediatamente agli onori delle cronache internazionali, trascinando con sé in parecchi filmati la moglie, famosa come «cacciatrice di coccodrilli».
Nel 2004 la fama degli Irwin è stata leggermente scalfita dalla costernazione dell’opinione pubblica quando Steve ha osato girare un documentario in cui nutriva un enorme coccodrillo tenendo allo stesso tempo in braccio il figlioletto Bob di un mese. Pochi mesi dopo, un’associazione per l’ambiente lo ha accusato d’aver girato un documentario in Antartide in cui avrebbe disturbato gli animali avvicinandosi un po’ troppo a pinguini e balenottere. In ambedue i casi le autorità australiane avevano fatto orecchi da mercante alle insistenti richieste di indagare sull’operato del poster boy nazionale. La notizia della morte di Irwin è stata accolta con disappunto in tutto il mondo, ma in particolare in America e Australia, i due paesi in cui egli si considerava a casa. Davanti all’Australia Zoo di Beewah di proprietà di Steve e Terri Irwin, si accumulano fiori e cartelli di addio. «Siamo distrutti e sotto shock - ha spiegato una dipendente dello zoo - non so come questo posto possa continuare a sopravvivere senza Steve. Ha fatto tanto per noi, per gli animali e per l’ambiente». Il presidente australiano John Howard ha definito la morte di Irwin «una grande perdita per l’Australia»: «Era un grande personaggio, un ambientalista appassionato che ha trasmesso gioia ed entusiasmo a milioni di persone. Sono sconvolto e angosciato dalla sua morte prematura e fuori dal normale».