Mister Pd non vuole Bersani Dal partito prende solo i voti

Boeri rottamatore? Sarà stato l’incontro con il sindaco di Firenze Matteo Renzi, capo degli «sfascia carrozze» dei democratici, ma il candidato sindaco del Pd, a un paio di settimane dalle primarie - e il tempismo è davvero discutibile - ha deciso di sbattere la porta in faccia al segretario del partito. «Sarei contento se Bersani venisse a salutarci, ho stima di lui - ha detto ieri l’architetto prestato alla politica - ma non ho intenzione di fare un comizio con lui, non abbiamo bisogno della protezione dei leader nazionali».
Boeri, dopo un incontro in corso Garibaldi, parlava del prossimo arrivo a Milano del governatore pugliese leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola, e all’ipotesi di altre visite, quella del presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e soprattutto del segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani. L’architetto, dunque, continua a difendere il suo profilo «civico», ma la scommessa potrebbe rivelarsi azzardata, se è vero che il suo principale sfidante, Giuliano Pisapia, resta più popolare di lui fra i cittadini, e secondo la gran parte dei sondaggi resta anche favorito nella sfida del 14 novembre. I suoi «punti di riferimento», ha spiegato anche ieri, sono figure come don Gino Rigoldi, Guido Rossi, le associazioni di quartiere e dei giovani. Boeri si è detto «orgoglioso e felice» della campagna elettorale condotta fino a questo momento e intenzionato ad «avvicinarsi con fiducia ai prossimi giorni». «Il nostro - ha aggiunto - è un progetto con i piedi per terra, ma che non si rassegna alla Milano attuale». Un progetto, hanno spiegato gli organizzatori, «che ha una visione sul futuro di Milano», in cui le idee raccolte, anche via internet con il contributo di professionisti, creativi e cittadini, sono sfociate in cinque giornate, tra il 4 e l’11 novembre, dedicate a scuola, sicurezza, ambiente, lavoro e casa, «per regalare a Milano pezzi di una città diversa».
Quanto al quadro politico locale, Boeri ha ammesso l’esistenza di uno strettissimo «link» fra l’esito delle primarie e il «terzo polo», che aspetta ancora la decisione dell’Amleto Gabriele Albertini, che sfoglierà la margherita per altri 15 giorni, prima di capire quale spazio di apre al centro. Se vince Pisapia, il terzo polo può partire. «Albertini aspetta di vedere se e come vinco le primarie», ha detto Boeri, ammettendo che nel caso in cui l’ex sindaco si decidesse finalmente e scegliesse di sfidare il suo successore, Letizia Moratti, esiste la possibilità di un ballottaggio fra il centro e il centrodestra. «Il centro-sinistra - ha ammesso - non deve pensare di fare lo spettatore di un duello tra Albertini e Letizia Moratti, perché ha il diritto e il dovere di confrontarsi, andare magari al ballottaggio e vincere».