Misteri e leggende liguri raccontati in una guida

Gli appassionati di misteri non possono perdere la guida «Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Liguria» di Orselli, Roffo e Scuderi edita nel luglio 2006. Il libro - che mantiene la stessa veste editoriale della «Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Genova» pubblicata nel 2000 edita da Newton Compton, a firma di Stefano Roffo e Donato Elena -, non si limita alla sola descrizione del passato e delle curiosità della «Superba», che un viaggiatore con spirito d'indagine delle tradizioni e dei misteri può essere orientato a cercare, bensì spazia alla ricerca di analoghe atmosfere in tutto l'arco della Liguria.
L'excursus che ne deriva risulta, ovviamente, più sintetico, ma ha il pregio di cogliere aspetti essenziali di tradizioni, miti e ricorrenze storiche e religiose, nonché di peculiarità artistiche e culturali delle località della regione stimolando gli interessi più svariati, non solo dei turisti che si trovassero a trascorrere un periodo di soggiorno in questa fantastica terra, ma anche di chi da sempre vi abita. Sarebbe decisamente riduttivo definire questo pregevole lavoro una guida, anche se ne possiede la caratteristica precisione e minuzia di particolari, in quanto, nella descrizione di ogni luogo, usanza o personaggio, traspare tutto l'entusiasmo e l'amore per una terra che, come definisce Giampiero Orselli, uno degli autori del libro, è uno splendido teatro sospeso tra terra e mare. Per ogni località è indicata l'estensione, l'altezza sul mare, il numero e il nome degli abitanti. La veste editoriale, su pagine opache gialline e con caratteri sufficientemente grandi ne rendono agevole la lettura. Di pregio le illustrazioni grafiche, derivanti, per la maggior parte, dalla ricerca e selezione di incisioni d'epoca. Il libro è consigliabile a tutti coloro che vogliano meglio comprendere le caratteristiche culturali del popolo ligure non già attraverso la lettura di una fredda storia, ma come se fosse un vecchio e caro nonno a raccontare i segreti e, come si dice in dialetto, i «ceti» di questo popolo: la rapina a Pertini, di ritorno dopo un comizio tenuto a Genova, sull'Aurelia, le tragicomiche disavventure di Hitchcock sulla riviera, gli 82 giorni di riprese a Spotorno per la realizzazione del secondo lungometraggio italiano a colori, i commenti di Hemingway sul «muretto» di Alassio e ancora tante tantissime leggende di fate, streghe e fantasmi, ma anche storie di navigatori, sul cui viso è segnata la dolcezza e la crudeltà del mare e di pescatori che, anche quando sono a terra, continuano a camminare seguendo il profilo dell'acqua e delle onde, passo dopo passo con esatta lentezza.
Storie di «lavoratori del mare» con disegnata sulla pelle delle mani una mappa segreta, scritta dalle reti dure, dal sale forte e dai nodi del legno del remo e di contadini, aggrappati ad una terra dove, non solo il lavoro, ma anche la preghiera è faticosa, come attestato dalle estenuanti processioni dominate da portatori di pesantissimi crocifissi.