Misteri e segreti nella strada dei trans

Il giallo è di casa a via Gradoli, la strada dei misteri come la chiamano tutti. L’ultimo episodio è di venerdì scorso. Al civico 96, un blitz di polizia, vigili e guardia di finanza ha fatto scoprire nei piani seminterrati decine di cantine affittate a immigrati, quasi tutti clandestini. Via Gradoli è una stradina sulla Cassia, appartata, con famiglie per bene da una parte e fatti inquietanti dall’altra.
Era al civico 96 il covo in cui le Br nascondevano Moro. Ed è avvolta in un giallo fittissimo la famosa seduta spiritica con Prodi in cui sarebbe venuto fuori il nome «Gradoli». C’è poi il mistero dei trans. Chi abita lì racconta che i viados ci sono sempre stati ed è pronto a giurare che alcuni sono al servizio dei servizi segreti deviati. «Prima dello scandalo Marrazzo, le forze dell’ordine sapevano già che i viados erano clandestini», dicono alcuni abitanti. Anche Natalie. Erano stati indicati da loro. Numero civico, interno, nome e cognome. Eppure nessuno li ha mai toccati. Come mai? E perché, per pizzicare Marrazzo, due carabinieri sono andati a botta sicura proprio al civico 96?
C’è di più. A via Gradoli servizi deviati e micro-appartamenti in nero avrebbero sempre marciato di pari passo. In un libro dal titolo «La tela del ragno» l’ex senatore del Pci Sergio Flamigni scrive che ai tempi di Moro in via Gradoli 96 ben 24 erano gli appartamenti di proprietà di società di copertura dei servizi segreti. E cita nomi, date, circostanze. Amministratore unico di una società immobiliare era un fiduciario del Sisde, e questa aveva sede proprio in via Gradoli 96.
Da Moro a Natalie il passo è lungo. Eppure il 96 di via Gradoli continua a fornire sorprese. Il blitz di venerdì ha portato alla luce decine di cantine al secondo e terzo piano seminterrato trasformate in mini-appartamenti «con evidenti problemi di luce e aerazione». In 14 di questi «cubicoli» le forze dell’ordine hanno trovato filippini e cingalesi «che in molti casi utilizzavano pericolosamente bombole di gas per la cottura dei cibi o per il riscaldamento». Tutto in violazione del pacchetto sicurezza del Governo. I controlli continueranno per alcuni giorni. «Gli accertamenti - spiega la municipale - oltre agli eventuali aspetti penali e finanziari, produrranno presto a carico dei proprietari provvedimenti coercitivi emessi dal V Dipartimento del Comune per lo sgombero coatto delle persone che vi abitano».
Il controllo di venerdì è stato la risposta alla petizione che il Comitato per la tutela di via Gradoli ha indirizzato 20 giorni fa alle autorità chiedendo la verifica «dei contratti di locazione in edifici dove sono presenti fenomeni di prostituzione, droga e illegalità varia». Ed elencava in particolare i civici 35, 65, 69, 75 e 96. «Ci sono palazzi privi di gas metano, dove per cucina e riscaldamento si usano solo bombole - rimarca uno dei fondatori del Comitato, Carlo Maria Mosco -. Se fossero sui balconi, sarebbe accettabile. Ma negli scantinati sono una bomba a orologeria». Esagerazioni? Il 28 novembre l’esplosione di una bombola a gas ha gettato nel panico il civico 35. Un muro è crollato e un bengalese è finito in ospedale. E i trans? Come potevano avere il contratto d’affitto se erano privi di permesso di soggiorno?