Il mistero del bancario ucciso: forse è stato vittima di rapinatori

L’uomo aveva con sé le chiavi dell’istituto in cui lavorava. Il suo corpo è stato buttato in un pozzo

Gaetano Ravanà

da Caltanissetta

Per gli inquirenti ci sono pochi dubbi: il bancario Alessandro Vanasco, 38 anni, è stato assassinato per uno scopo preciso, quello della rapina ai danni dell'agenzia banco di Sicilia dove lavorava. Il cadavere dell'uomo è stato rinvenuto all'interno di un pozzo a San Cataldo, a sette chilometri dal capoluogo nisseno, dopo 17 giorni. La sua scomparsa era stata denunciata dai familiari lo scorso 7 dicembre. Nel mazzo delle chiavi che aveva addosso, l'uomo teneva anche quelle per aprire l'istituto di credito. Per gli inquirenti chi ha ucciso Vanasco voleva impossessarsi di queste chiavi per rubare i soldi l'8 dicembre scorso, giornata dell'Immacolata e quindi di chiusura.
I poliziotti della squadra mobile, che indagano sull'omicidio hanno puntato la loro attenzione su tre persone. Si tratta di un pregiudicato, già arrestato per una rapina guarda caso al Banco di Sicilia e di altri due uomini, padre e figlio, che abitano nel quartiere dove è stata rinvenuta l'autovettura della vittima. L'autovettura di Venasco, una Peugeot 306, era stata ritrovata dalle forze dell'ordine poche ore dopo la scomparsa dell'uomo nella zona di San Francesco a Caltanissetta, vicino a una stradina che porta al cimitero Angeli, in seguito a una telefonata anonima. La zona di San Francesco è frequentata dalle coppiette in cerca di intimità e proprio per questo motivo in un primo momento, polizia e carabinieri, avevano battuto la pista privata.
Venasco è stato raggiunto da un colpo di pistola alla tempia. Lo confermerebbe una prima ispezione cadaverica: l'uomo presenta una ferita da arma da fuoco vistosissima proprio al capo. L’uomo è stato ucciso all'interno della propria autovettura, dove sono state trovate tracce di sangue, e poi trasportato nelle campagne del nisseno e infine buttato dentro il pozzo. Polizia e carabinieri sono stati avvertiti da un agricoltore di 82 anni che aveva sentito cattivo odore provenire dal pozzo. Subito dopo era giunta la telefonata anonima. Un'altra pista battuta, comunque porta ai rapporti privati. Non è comunque da escludere che il bancario possa essere stato ucciso a conclusione di una storia sentimentale che si era fatta difficile negli ultimi tempi. Vanasco lavorava al Banco di Sicilia da vent'anni. Abitava da solo in via De Gasperi, da quando era morto il padre, un dirigente in pensione dello stesso istituto bancario. In città era molto conosciuto perché negli anni Ottanta era anche un dj in alcune radio locali. Le tre persone sotto indagine questa mattina molto probabilmente saranno sentite dal magistrato che coordina l'inchiesta, Antonino Patti.