Il mistero della donna impiccata dai nazisti

Maria Vittoria Cascino

Un municipio in una foto d'epoca d'una giornata estiva. La piazza assolata, uomini in divisa, donne che si allontanano e una domanda: dov'è? Roba da Settimana Enigmistica e il cruciverba è quello di «una gita a…». Ma gli indizi tendenti allo zero depistano i quizzomani, sguinzagliati tra Emilia e Toscana. Perché quell'immagine un po' fanè nell'aprile 2004 rimbalza in rete seguita da comunicazione telegrafica: «Stragi naziste: Carabinieri pool, chi conosce luogo strage? Foto di municipio tra Emilia e Toscana per individuare eccidio».
Perché lì vicino, nel viale alberato documentato da una seconda foto non pubblicata, c'è la storia su cui gli inquirenti vogliono far luce. Che sta dietro al corpo di una donna impiccata. Sotto ci sono alcuni ufficiali tedeschi. E chi ha scattato ha pensato bene di aggiungere una foto ricordo del municipio. Il cui stile, vagamente neoclassico, ti frega. Pensi al nord Italia. Per forza di cose. Ma il palazzotto se ne sta ben piantato a Fiuggi, provincia di Frosinone, Lazio.
Fu il colonnello Roberto D'Elia, Tribunale Militare della Spezia, a lanciare l'appello. I quotidiani Tirreno e Nazione pubblicano la foto. L'argomento è caldo. Perché alla Spezia è in corso il processo per l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema. Alla sbarra ci sono gli ufficiali tedeschi, l'accusa è in mano al procuratore Marco De Paolis e in aula ci sono i parenti degli oltre cinquecento ammazzati.
I giornalisti non si perdono una battuta. Cresce l'empatia mediatica. Cresce la voglia di fare chiarezza, di infilare il dito in altre storie inquietanti. È il momento. Anche per coinvolgere l'opinione pubblica.
«Eravamo in Germania per le indagini su Sant'Anna - ricorda De Paolis - Abbiamo setacciato diversi archivi per raccogliere anche il minimo dettaglio che potesse inchiodare gli artefici della strage. Ci capitano fra le mani tre foto. Una è quella resa pubblica del municipio. Le altre due ritraevano una donna impiccata, e soldati tedeschi nell'atto di preparare l'esecuzione».
Forse la chiave per aprire un altro armadio della vergogna. Tant'è che pensano addirittura che il gesto si sia consumato in zona. «I nostri carabinieri chiedono attraverso un paio di articoli con foto allegata se qualcuno è in grado di riconoscere la città dove troneggia il municipio. Dopo poco è arrivata la soluzione: Fiuggi».
Quindi altra giurisdizione. La corsa si ferma qui. La Spezia non è competente. Chi fosse la donna, il perché dell'esecuzione, il motivo della documentazione fotografica finita poi negli archivi tedeschi, resta l'incognita. Mentre il fascicolo passa al tribunale militare di Roma, sotto o sopra decine di altre storie. In attesa.