Mistero a Formia: la bimba non è affogata nella vasca da bagno

Ancora molti dubbi sulla morte della piccola che sarebbe deceduta per asfissia. La mamma è indagata per omicidio colposo

Brunella Maggiacomo

da Latina (Formia)

È stata iscritta nel registro degli indagati la madre della piccola Brooke Salinas. La bimba morta lunedì scorso nella vasca da bagno.
Naomi Elisabeth Costa, 22 anni, cittadina del Texas, dovrà difendersi dalle accuse di omicidio colposo e abbandono di minori. E l'esito dell'autopsia non ha spostato di una virgola la posizione della donna. Dall'esame autoptico, effettuato ieri mattina presso l'ospedale Di Liegro a Gaeta, dai medici legali nominati dalla parti, Giovanni Arcudi, Saverio Potenza, Patrick Louis Lawson, è emerso che la bambina è morta per «asfissia meccanica». Sul suo corpicino nessun segno di violenza, né presenza di acqua nei polmoni che farebbero scartare l'ipotesi di annegamento. Anche se i medici legali avrebbero precisato che non in tutti i casi di annegamento si trovano tracce di acqua nei polmoni. Restano ancora avvolti nel mistero una serie di momenti utili alla ricostruzione di quelle ultime ore prima della tragedia.
Nel lungo interrogatorio, durato tutta la notte scorsa, presso il commissariato di polizia di Formia - diretto dal vicequestore Nicolino Pepe - la giovane mamma ha dato più versioni di ciò che è accaduto in quel drammatico pomeriggio. A generare il dramma forse una distrazione. La donna ha raccontato agli inquirenti di avere lasciato i suoi due bambini mentre giocavano nell'acqua della vasca da bagno, quando lei si è allontanata per scendere al piano di sotto e prendere un asciugamano. Ed è a questo punto che si crea un vuoto nel racconto della donna. Secondo la sua versione si sarebbe assentata solo per alcuni secondi, protratti poi da una telefonata ricevuta dal marito. Anche se quest'ultimo non avrebbe confermato quella chiamata. Certa, invece, sarebbe quella registrata poco dopo le 16, nel corso della quale i due avrebbero litigato sull'affidamento dei figli. Tra i due già da diverso tempo non correvano buoni rapporti, la coppia si era separata agli inizi di aprile, dopo avere trascorso diversi anni Italia.
Miguel Salinas, militare americano, si era trasferito a Napoli, mentre lei era rimasta a Formia con i bambini, Michael, di due anni, e Brooke, di un anno compiuti lo scorso 12 aprile. Naomi, infatti, dopo la separazione stava meditando di tornare negli Stati Uniti. Altro punto oscuro le modalità del soccorso. In un primo momento la donna avrebbe raccontato di avere portato il corpo della bimba priva di sensi fuori casa e chiesto l'aiuto dei vicini. Successivamente ha cambiato versione, dicendo che i soccorritori sarebbero entrati in casa dove hanno trovato la bimba ancora nella vasca. Resta da chiarire dunque cosa sia realmente accaduto nel lasso di tempo tra la telefonata al marito, il quale avrebbe detto di avere sentito le voci dei bambini attraverso la cornetta, e quella al soccorso americano delle 18.01. Tutti nodi di una vicenda intricata che toccherà agli investigatori sciogliere.
Il fascicolo di inchiesta è stato aperto dal sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano, il quale, alla luce dell'autopsia, dovrà decidere sulle misure restrittive da adottare nei confronti di Naomi Costa. La donna si è già rivolta ad un avvocato, Mattia Aprea, nominandolo suo difensore di fiducia. In attesa della decisione del magistrato la 22enne si trova presso la struttura sanitaria dell'area militare di Gaeta, ed è tenuta sotto osservazione per lo stato di choc. Forti anche le reazioni del marito Miguel che alla notizia dell'incidente ha subito accusato la moglie.