Il mistero di Kristel Campionessa uccisa dalla notte di sballo

Il malore in una discoteca, poi la corsa all’ospedale di Bergamo. Nel sangue tracce di anfetamine. Gli amici: «Impossibile, era un’atleta»

Un malore in discoteca, il ritorno a casa e poi la corsa in ospedale. In poco più di 48 ore quella che era iniziata come una semplice serata con le amiche si è trasformata in tragedia: sabato sera Kristel ballava spensierata in pista, ieri mattina verso le nove moriva, all’interno del reparto di neurochirurgia degli Ospedali riuniti di Bergamo. In mezzo, l’ombra dell’assunzione di anfetamine.
Ma il caso di Kristel Marcarini, 19enne di Clusone, paese della bergamasca, non ha i connotati delle consuete tragedie legate alla droga che periodicamente scuotono le coscienze degli adulti, puntualmente sorpresi dal fatto che nei luoghi di ritrovo dei teenagers spesso e volentieri circolino cocaina e droghe sintetiche.
Kristel non era una sprovveduta. Non era solita assumere droghe. Semplicemente perché sapeva quanto costa mantenere un corpo, anche se così giovane, in perfetta efficienza e salute: era un’atleta di buon livello. Era una sciatrice. Domenica scorsa, il 6 aprile, aveva partecipato a una gara sulle nevi di Lizzola, in valle Seriana, ed era arrivata terza. Ora è morta, per una «lesione cerebrale irreversibile» dovuta a un’emorragia interna, come hanno dichiarato i medici.
Causata dalla droga? Non è ancora dato di sapere, probabilmente occorrerà aspettare l’autopsia. Quel che è certo è che il malore è iniziato verso le tre del mattino di domenica nella pista della discoteca Fluid, di Orio al Serio. Un locale non nuovo a episodi del genere, visto che a febbraio scorso la procura ne aveva ordinato la chiusura forzata proprio perché i carabinieri avevano trovato al suo interno una persona con droga addosso e un sacchetto di pasticche di ecstasy abbandonato.
Ma Kristel non era neanche un’assidua frequentatrice del locale, anzi. Era la prima volta che si concedeva, con le amiche di sempre e alcuni ragazzi di Milano, che poi l’hanno accompagnata a casa, una serata diversa. Finita nel peggiore dei modi.
Che una ragazza come Kristel abbia di punto in bianco deciso di prendere anfetamine, è qualcosa che fa sorgere molti dubbi. Sulla vicenda ora indagano i carabinieri della compagnia di Clusone, sotto il coordinamento del pm Mauro Clerici.
Secondo quanto dichiarato dalle persone sentite fino a ora, è emerso che Kristel si sarebbe sentita male verso le tre del mattino: ha chiesto aiuto a una delle amiche, che l’ha accompagnata in bagno. «Le ho telefonato verso le tre - ha dichiarato la madre - perché ero preoccupata. Era tardi, e le ho chiesto se non era il caso di rientrare. Mi ha risposto che sarebbe arrivata, ma la voce non mi piaceva, si capiva che aveva qualcosa. Le ho chiesto se aveva bisogno che andassi a prenderla, mi ha risposto di no». Giunta nella sua casa di via Sales, dove viveva con i genitori, Kristel è andata a dormire. Il giorno dopo si sentiva ancora male, aveva segni di svenimento. Subito quindi la corsa in ospedale, il San Biagio. Al pronto soccorso Kristel perde conoscenza. I medici non possono fare più che stabilizzarla, intubarla e decidere il trasferimento all’ospedale Bolognini di Seriate. Nell’arco della giornata le condizioni di Kristel peggiorano ancora. In serata un altro trasferimento, l’ultimo, ai Riuniti di Bergamo, nel reparto di neurochirurgia.
Qui, oltre ai familiari, sono giunti gli amici e i compagni di classe dell’Istituto Facchetti di Clusone, dove Kristel frequentava l’ultimo anno del liceo linguistico. Ieri avrebbe dovuto sostenere una simulazione del colloquio di maturità.