Un mistero lungo due estati

La mattina del 13 agosto 2007, una ragazza ventiseienne, Chiara Poggi, viene trovata morta nella sua casa. A dare l’allarme è il suo ragazzo, Alberto Stasi, uno studente modello dell’università. Subito le indagini sembrano fare acqua da tutte le parti, e il primo ad essere indagato è proprio lui, il ragazzo che prima di andare ad avvertire i carabinieri dell’accaduto, ha raccontato di essere entrato in casa della vittima, essersi avvicinato al corpo riverso in un lago di sangue. Una delle prime domande che si fanno gli inquirenti è come ha fatto il giovane - che dice di essere entrato in casa di Chiara- a non essersi sporcato le scarpe del sangue della ragazza che era in ogni parte. Chiara e Alberto sono due bocconiani. Lei si è già laureata, lui lo farà più tardi, dopo il delitto. La loro storia sembra simile a tutti gli amori di due bravi ragazzi, ma il sospetto di qualcosa di misterioso, non svelato, secondo gli inquirenti, c’è. Perché Alberto avrebbe dovuto uccidere Chiara? La tesi dell'accusa è che la ragazza avrebbe scoperto qualcosa di ignobile nella vita del suo fidanzato. È forse il materiale pedopornografico trovato nel computer di Alberto? Alberto Stasi ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato. È l'ultima strategia dei suoi avvocati. La sentenza è attesa per il 18 aprile. Ma potrebbe slittare.