Il mistero del Modigliani abbandonato in aeroporto

Bergamo - Una tela attribuita a Modigliani è stata ritrovata davanti a una delle toilette dell'aeroporto di Orio al Serio di Bergamo, nella zona della dogana. Secondo le prime notizie si tratterebbe del «Portrait de Rosalie» («Testa di donna Rosalia» e non l’unico dipinto con questo nome), risalente al periodo francese dell’artista, ma prima di garantire l’autenticità dell’opera sono in corso accertamenti a livello internazionale, affidati al Nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri di Monza in collaborazione con Christian Parisot, direttore degli Archivi Legali di Roma e Parigi, una delle poche autorità deputate ad accertare l’autenticità dei molti Modigliani in circolazione.
L’episodio risale al mese scorso. A effettuare il ritrovamento è stato un addetto dell’aeroporto, insospettito da quel pacco senza etichette lasciato all'esterno dei bagni più vicini alla dogana, una zona in cui l’accesso è consentito ai soli operatori muniti di pass, oltre che al personale. Le analisi hanno evidenziato che si tratterebbe di un autentico, anche se non risulta nell’elenco delle opere rubate: tra le ipotesi, si pensa potesse fare parte di merce di scambio all'interno di un più vasto giro di affari illeciti ma, visto il presunto valore, stimato in circa un milione di euro, pare difficile che il possessore l’abbia abbandonato in quel modo.
In ambienti investigativi la vicenda viene affrontata con la massima cautela, dal momento che «Modì» - così venne ribattezzato dai francesi – è un artista tra i più plagiati al mondo, né è così facile riconoscere l’autenticità delle sue opere come testimonia la beffa di Livorno: era il 1984 quando vennero ritrovate nel Fosso Reale, un canale che attraversa la città, tre sculture rappresentanti tre teste che molti critici si affrettarono ad attribuire a Modigliani e che l’artista, secondo una leggenda diffusa tra i livornesi, avrebbe gettato nel canale perché insoddisfatto del risultato o per reazione ad alcune critiche che gli erano state rivolte da altri scultori. Dopo alcuni giorni un gruppo di tre studenti universitari livornesi dichiarò che in realtà una delle sculture (la cosiddetta testa numero 2) era opera loro, realizzata per burla con banali attrezzi da muratore e gettata nottetempo nel Fosso Reale.
Celebre per i suoi ritratti femminili caratterizzati da volti stilizzati e da colli affusolati, Amedeo Clemente Modigliani – questo il nome completo - morì nel 1920, all'età di trentacinque anni. È sepolto nel cimitero parigino Père Lachaise.
Nato in Toscana da una famiglia ebraica, quarto figlio del livornese Flaminio Modigliani e di sua moglie, francese di nascita, Eugénie Garsin, crebbe nella povertà, dopo che l'impresa di mezzadria in Sardegna del padre andò in bancarotta. Fu anche afflitto da problemi di salute, dopo un attacco di febbre tifoidea, avuto all'età di 14 anni, seguito dalla tubercolosi due anni dopo. La famiglia di Modigliani soffriva di una storia di depressioni che colpì anche il celebre artista; almeno alcuni dei suoi fratelli sembrarono aver ereditato la sua stessa vena testarda e indipendente.