Il mistero del pitone finito nel cassonetto

Tutto s’aspettavano di trovare, nei cassonetti dell’immondizia, fuorché un sacco così pesante. Ermeticamente chiuso. E insanguinato. Con quella «cosa» dentro che, a toccarla, pareva un blob. I due netturbini di Aulla tastano, scrutano, annusano persino. Per sentenziare, alla fine: «Qui si nasconde un giallo». Infine aprono l’involucro, e scoprono... Almeno sessanta chili di stazza, una mandibola squarciata da cui sgorga un rivolo rosso. La vittima, di sicuro, era stata colpita mortalmente da una pala, o da un grosso badile. Delitto perfetto. Ma come c’è arrivato lì, in Lunigiana, nei cassonetti dei rifiuti di Albiano Magra, quel pitone di quattro metri, origine tropicale, che da vivo deve aver fatto tremare di paura, e anche adesso non lascia per niente tranquilli? I due operatori ecologici non si lasciano intimorire: trasportano - non senza fatica - il corpo dal veterinario, che effettua l’autopsia. La conferma arriva immediatamente. Non c’è alcun dubbio: il pitone, l’hanno ammazzato, impacchettato e buttato nella spazzatura. Ma non era meglio lasciarlo ai tropici?