«Misure antismog necessarie non danneggiamo chi lavora»

La Moratti striglia la Cdl dopo il mancato voto alle mozioni anti-traffico: «Troppo Pm10, queste sono scelte obbligate»

Nessun dubbio nemmeno di fronte a chi obietta che l’ordinanza colpirà soprattutto i proprietari dei veicoli più vecchi. «Il blocco c’era già - ha ribattuto Letizia Moratti ieri nella sala dell’Orologio di Palazzo Marino a margine dell’incontro con il sindaco “gemellato” di Melbourne John So -. Abbiamo solo eliminato la finestra di quattro ore a metà giornata. Una misura indispensabile per consentire controlli più rigorosi. E, del resto, chi viene a lavorare arriva al mattino e se ne va alla sera. Non colpiamo chi lavora». E il centrodestra che abbandona l’aula sul più bello? «Di questo non parlo». Un rifiuto molto più eloquente di qualsiasi sfuriata. Al sindaco una notte non è bastata per digerire lo sgarbo della «sua» maggioranza che, martedì sera, ha lasciato il consiglio prima che fossero votate le mozioni. I documenti che, di fatto, avrebbero dato l’avallo politico alle misure anti smog progettate dal sindaco insieme all’assessore a Traffico, Mobilità e Ambiente Edoardo Croci. E magari respinto l’emendamento di Giovanni Bozzetti (An) che chiede di subordinare l’introduzione del ticket all’avvio di tutte le altre misure anti traffico. Un centrodestra ancora non proprio granitico nella difesa del piano che la Moratti ha deciso di portare avanti nonostante i tanti mugugni che si levano in città. Da quelli dei partiti del centrodestra, timorosi di perdere elettori, a quelli di artigiani e commercianti altrettanto contrariati dalla prospettiva di rimetterci clienti. «Chiederò con una lettera alla Moratti - annuncia il leghista Matteo Salvini - almeno un paio d’ore di buco dalle 12 alle 14 per andare incontro a chi lavora. Impensabile lasciare a piedi dalla mattina alla sera dei cittadini che non hanno alternative». Ma lei è quanto mai decisa a rivestire i panni della lady di ferro e tirar dritto. Da oggi, dunque, niente da fare dalle 8 alle 20 per auto, furgoni e moto particolarmente inquinanti. «Le proteste dei commercianti sono comprensibili, perché certamente potrà esserci qualche difficoltà in più - sentenzia la Moratti -. Però in questo momento, rispetto agli interessi legittimi di una parte della popolazione, deve prevalere l’interesse collettivo. Di tutti. Io ho il dovere di pensare alla salute dei miei concittadini». E allora avanti con «il piano triennale condiviso con Regione e Provincia». «Un progetto - aggiunge -, che si muove in diverse direzioni, di cui la pollution charge è solo un elemento. Ci sono anche la regolamentazione della sosta, la costruzione di metropolitane e infrastrutture, la sviluppo del trasporto locale, i parcheggi, il piano caldaie». Tutto per cercar di porre rimedio a dati allarmanti, ma che in troppi fanno finta di non vedere. «Non ci possiamo permettere - aggiunge il sindaco - di avere un numero di giorni e un livello così alto di superamento della soglia consentita di polveri sottili». E così inevitabile confermare la necessità del blocco delle auto «sporche» che, secondo le stime dei tecnici, lasciando in garage il 15 per cento del parco circolante, potrebbe addirittura dimezzare l’inquinamento. «Per questo - ribadisce la Moratti - si tratta di un provvedimento necessario per la salute di tutti i cittadini».