Le misure: più lavoro ai giovani e arrivano le liberalizzazioni

Oggi Berlusconi presenta al G20 di Cannes i provvedimenti anti crisi varati ieri. Il pacchetto sarà inserito in un maxiemendamento alla legge di stabilità. Nel testo non c'è alcuna modifica all'art. 18 sul lavoro. Nessuna tassa sui ricchi, smentito pure il prelievo forzoso dai conti correnti

Roma - Un pezzo di decreto sviluppo - in particolare liberalizzazioni e infrastrutture - con l’aggiunta di un consistente pacchetto sul lavoro dei giovani e delle donne, che comunque non comprende modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello sui licenziamenti. Il governo ha messo a punto il provvedimento che tradurrà in legge gli impegni della lettera di Silvio Berlusconi ai leader europei. L’obiettivo è quello di portare al G20 di Cannes un testo pronto per l’approvazione delle Camere. Ed è anche per questo che ieri è stata scelta la strada di un emendamento alla legge di Stabilità, che è all’esame del Senato, cui seguirà un decreto e un disegno di legge. Alla ex finanziaria, anche modificata dal maxiemendamento, bastano due letture e un paio di settimane per diventare legge, mentre il decreto, sebbene entri immediatamente in vigore, ha bisogno della conversione in legge entro due mesi. Un’incertezza poco gradita al Quirinale - spiegavano ieri fonti della maggioranza - ma anche all’Europa. Per tutto il giorno si sono rincorse voci su una patrimoniale e, addirittura, di un prelievo sui conti correnti. Ma sono tutte state smentite. Ecco le novità della bozza entrata al Consiglio dei ministri, a partire dal lavoro.

Meno precari più apprendisti. Piatto forte del pacchetto lavoro, la decontribuzione per gli apprendisti. A partire dall’entrata in vigore della legge, i datori di lavoro di aziende con nove dipendenti o meno, non pagheranno contributi nei primi tre anni di contratto. Allo stesso tempo viene elevata l’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata degli istituti di previdenza, quindi i Co.co.pro e gli altri atipici. Per i lavoratori concorrenti e per quelli esclusivi, passerebbero rispettivamente al 18% e al 27,72% (un punto percentuale in più rispetto a quelle vigenti).

Lavoro femminile e part time. Viene esteso il ricorso del contratto di inserimento per le donne che vivono in aree ad alta percentuale di disoccupazione femminile, con una riduzione del 25% dei contributi, retroattiva al 2009. Vengono poi rimossi i vincoli al part time che aveva introdotto il governo di centrosinistra, in particolare l’obbligo di fissare il lavoro a tempo parziale ad accordi sindacali. Poi viene allargato il ricorso al telelavoro a tutti i tipi di contratto (anche a termine) e incentivato per ai lavoratori disabili. Estesa la possibilità di ricorrere al lavoro intermittente e accessorio per quanto riguarda le aree turistiche, questo per fare emergere il sommerso in un settore particolarmente soggetto al nero. Poi un’accelerazione del credito di imposta per le nuove assunzioni al Sud. Nessuna misura per modificare l’articolo 18, solo l’istituzione del libro unico del lavoro. La gestione del rapporto di lavoro viene cioè semplificata in un unico documento, condiviso da lavoratore e datore.

Infrastrutture semplificate. Il governo punta soprattutto sulle opere pubbliche e anticipa le misure sulle «infrastrutture strategiche nazionali». In primo luogo la semplificazione, con l’accorciamento dei tempi, avvicinando la decisione e l’avvio del cantiere. Procedure snellite, insomma, soprattutto nel caso di pareri autorizzativi di Comuni, Province, Regioni, attraverso il silenzio assenso.

Liberalizzazioni. L’obiettivo è «perseguire una completa ed efficace liberalizzazione e privatizzazione» e una migliore qualità dei servizi pubblici. Per farlo il provvedimento prevede che «gli enti locali valutino l’opportunità di procedere all’affidamento simultaneo con gara di una pluralità di servizi pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale scelta sia economicamente vantaggiosa». Entro 12 mesi dovranno essere riformati gli ordini professionali e viene introdotta la società tra professionisti.
Mattone di stato. Entra nell’emendamento, la valorizzazione degli immobili della Difesa, alla quale il governo sta lavorando da tempo, in particolare facilitando il cambio di destinazione d’uso degli edifici con il concorso degli enti locali.

Banda larga ovunque. Lo scopo è «assicurare l’azzeramento del digital divide, l’individuazione delle modalità di realizzazione degli interventi nelle aree per le quali gli operatori di telecomunicazione non prevedono di assicurare la copertura con le reti di nuova generazione». Per realizzare la banda larga in tutto il Paese è previsto il coinvolgimento di privati e della Cassa depositi e prestiti.