Misure urgenti contro i clandestini

Ritorno pieno alla Bossi-Fini, nuove regole per i visti, procedure di espulsioni più efficaci. Il controllo dell’immigrazione clandestina sarà la priorità del ministero dell’Interno, da ieri guidato dal leghista Roberto Maroni: «Adotteremo misure urgenti per combatterla». Per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini, verranno ripristinate, appena possibile, le risorse tolte con le Finanziarie del governo Prodi alle forze di polizia. Una delle primissime leggi sarà quella per dare norme definite alle polizie locali: vigili urbani e istituti di vigilanza. Ma sarà il «pacchetto sicurezza» la prima mossa del nuovo ministro, che ha intenzione di portare le sue idee già al Consiglio dei ministri inaugurale di Napoli il 16 maggio. Si inizia a lavorare da stamattina. La prossima settimana Maroni incontrerà i colleghi Alfano (Giustizia), Frattini (Esteri) e La Russa (Difesa). Con Frattini il Viminale concorderà provvedimenti per imporre una soglia di reddito minimo all’immigrato per stare in Italia più di 90 giorni. E sarà rivisto il concetto di pericolosità sociale dei cittadini comunitari, estendendolo a più reati: questo provvedimento in particolare è riferito a soggetti di etnia rom mai espulsi. Con la Giustizia il dialogo si articolerà soprattutto intorno a certezza della pena e lotta alla mafia. La chiave della politica del ministero saranno due dati emersi negli ultimi mesi: un reato su tre in Italia è commesso da clandestini, e solo un clandestino su nove, tra quelli identificati, viene realmente espulso. Verranno discusse presto anche le novità europee sull’estensione dei tempi di identificazione nei Cpt, i centri di accoglienza temporanea per immigrati. Saranno abolite o corrette alcune decisioni prese dal governo Prodi, come l’estensione del ricongiungimento familiare, la normativa dei visti e le maglie troppo larghe in materia di asilo politico.