«MiTo» per 160mila fans in cerca di note di qualità

L’esibizione più seguita quella di musica sacra medievale

Grande successo di pubblico e molti progetti per il futuro: con questo bilancio giovedì sera si è chiusa la prima edizione di «MiTo», il festival internazionale della musica promosso dalle città di Milano e Torino. L’evento, nato da una costola del trentennale festival torinese «Settembre in musica», ha visto infatti la partecipazione di più di 160mila persone, che hanno aderito con entusiasmo ai 194 concerti (fra musica classica, pop, rock, jazz ed etnica) tenuti nell’arco del mese di settembre in alcune fra le più suggestive location del capoluogo lombardo e di quello piemontese.
«Il successo del festival è frutto dello slancio di vitalità fatto dalle città di Milano e Torino insieme - ha detto il direttore artistico di MiTo, Enzo Restagno -. Il panorama musicale italiano ha perso prestigio negli ultimi anni: il nostro obiettivo è ora quello di creare un polo musicale di livello internazionale».
Soddisfatto anche l’assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi: «Ho dato la mia disponibilità per questa iniziativa nonostante le voci degli oppositori, che ritenevano “Settembre in musica” un festival vecchio e superato - ha detto Sgarbi -, e siamo stati premiati. Milano ha dato risalto alla manifestazione, facendo da cassa di risonanza per un evento che non è più ancorato ai confini regionali».
E mentre in Comune già si progetta la prossima edizione di MiTo, dal sucesso del festival emerge anche un dato nuovo: la richiesta da parte del pubblico generalista di un’offerta culturale e musicale di qualità.
«La reazione entusiastica della gente di fronte a programmi anche molto complessi, come quelli dei concerti di musica contemporanea - dice il presidente dell’associazione per il Festival internazionale della musica, Francesco Micheli - dimostra che siamo di fronte ad un pubblico culturalmente maturo, un dato troppo spesso trascurato da certa televisione».
Fra i concerti più seguiti, vi sono stati infatti quelli di musica sacra medievale, con le polifonie di Perotinus, e contemporanea, Berio e Ligeti in primis. Mentre il Conservatorio di Milano ha registrato il tutto esaurito per il suggestivo spettacolo di musica tradizionale coreana.