Il mito di Cohen, monaco bevitore

Nei negozi la ristampa con inediti dei suoi primi tre storici dischi. A giugno debutta l’opera di Philip Glass su di lui

Parole che bruciano la pelle e spesso entrano nell’anima, intonate da una voce che sbuca dai sotterranei dell’Io su un tappeto minimalista di suoni. Questo è Leonard Cohen; il Leonard Cohen di oggi - post ritiro buddhista sul cucuzzolo di un monte dove ha ritrovato la pace dello spirito e, insieme al maestro ultranovantenne Seasaky Roshi, il gusto dell’alcool - e quello degli esordi, raccontato nella ristampa dei suoi primi dischi.
A quarant’anni dal suo debutto discografico - ché Cohen esordì dieci anni prima come romanziere - torna nei negozi, in edizione speciale e con inediti, la sua splendida trilogia giovanile composta da The Songs of Leonard Cohen, Songs From a Room, Songs of Love and Hate. I tre cd, a confronto con l’estetica della sua nuova raccolta di poesie e disegni Il libro del desiderio, raccontano una straordinaria modernità. Quella del genio in cui stati d’animo contrastanti si compongono in una lotta alla ricerca della bellezza. Semplicità e profondità, realtà e trascendente si mescolano negli arpeggi di chitarra di Suzanne (non a caso anche nel repertorio di De André) che apre Songs of L.C. inciso sotto la guida di John Hammond (scopritore di Billie Holiday e Dylan) con perle come So Long Marianne o Sisters of Mercy. Il cd è impreziosito da Store Room e dai toni spiritual di Blessed In the Memory, registrate in quella session e mai pubblicate. Immagini bibliche, storie inquietanti - da Story of Isaac a Tonight Will Be Fine - animano Songs From a Room, prodotto da David Crosby (fresco scopritore di Joni Mitchell), parole e suoni da brividi con l’inarrivabile picco di Bird On a Wire. Sarcasmo, riflessioni ora disperate ora speranzose; basta dire grandi canzoni ascoltando Joan of Arc, Famous Blue Raincoat, Avalanche, Dress Rehearsal Man con una seconda versione inedita. Passato e futuro nel segno della coscienza inquieta. Un uomo nella cui musica convivono esistenziale e spirituale. Per celebrarlo come poeta illuminato il 29 maggio uscirà la ristampa del suo primo volume di liriche Let Us Compare Mythologies. Anche Philip Glass s’è scomodato, e ispirandosi alle sue poesie ha scritto Book of Longing, concerto per orchestra, cantanti, parole e immagini che debutterà l’1 giugno al festival di Toronto. Artisti come U2 e Nick Cave hanno celbrato Cohen nel dvd I’m Your Man ma lui continua a scrivere. «Ho ricevuto il titolo di poeta e forse lo sono stato per un po’/anche il titolo di cantante m’è stato gentilmente attribuito anche se a stento ero capace di intonare un motivo/per molti anni sono stato considerato un monaco/odiavo tutti ma fingevo di essere generoso e nessuno mi ha mai smascherato».