Il mito dell’angelo del «mago» Ciurlionis rivive in una mostra di disegni dei bambini

Ciurlionis e l’Epifania dell’Angelo. La mostra di Palazzo Reale si arricchisce di una sezione artistica dedicata ai lavori dei bambini. «Sinfonia di una terra lontana». Sarà perché con acerba visionarietà il pittore ha ripizzicato le corde di quel primo decennio del Novecento che fu un «viaggio esoterico» nello spazio di una figura - ora molto in - che ha ispirato anche Rilke e Klee, ascoltatori del divino messaggero alato. Esoterismo e fiaba, fantasia e ispirazione divina si legano nell’angelo, custode dell’infanzia intesa come magia del suono e del linguaggio. L’immaginario dei piccoli si affianca ai lavori del lituano ragazzo prodigio che iniziò come musicista per approdare alla pittura. Mikalojius fu un «mistico veggente», coltivò una conoscenza vasta da sconfinare nell’antico paesaggio della «sapienza», aveva poteri taumaturgici nelle mani che gli facevano esercitare la pranoterapia per un ristretto cerchio di amici. Qualità proprie dell’artista, si potrebbe affermare, consapevoli di squarciare il velo della provocazione. Le immagini delle sue creature angeliche spiccano per un dettaglio di naturalezza disarmante: il colore. Soffuso nelle altre tele, nelle scene dedicate agli angeli i rosa, i viola, i gialli prendono fuoco come se Ciurlionis, dopo essere passato «nella terra di mezzo» delle prime dimensioni extrasensoriali, fosse all’improvviso un pulcino sgusciato nella landa dove l’angelo è «necessario» come scrisse Massimo Cacciari. Perché in quei primi anni del ’900 più di un cantore s’accostò al messaggero? E’ la domanda che Ciurlionis pone una volta ancora. Puntare agli alati è far scoccare una freccia che fa centro: libri e ospuscoli ci insegnano il nome del nostro celeste custode, quando evocarlo e perché farselo amico. Come se fosse un corpo a portata di mano; non la trasparenza da colpire senza infrangere un atomo con dolore e con un disperdimento di forze «tremendo», direbbe Rilke che, secondo alcune testimonianze, ascoltò le celebri Elegie dalla manifestazione di una voce angelica. Ali maestose come edifici, gli angeli di Ciulionis educano al contatto con ciò che contatto non potrebbe avere. Se non per i bimbi.