Da mito dell’Nba a mister «sconfitta» La stella Thomas finisce tra i dilettanti

A due anni dall'ultimo dei suoi fallimenti come dirigente, a New York, Isiah Thomas, 48 anni, sta concludendo la sua prima stagione come coach di un’università poco nota, Florida International. E lo sta facendo male: perdesse anche sabato nel primo turno del torneo (playoff) della Sun Belt Conference, Fiu chiuderebbe con 7 vittorie e 25 sconfitte. Molto peggio dello scorso anno, quando sulla panchina sedeva lo sconosciuto Sergio Rouco. Florida International è «l'altra» università locale, infinitamente meno prestigiosa, nello sport, della University of Miami. Un senso di inferiorità che alcuni anni fa portò i dirigenti alla decisione di costruire uno stadio di football da 20.000 posti (55 milioni di dollari, di cui 35 di denaro pubblico) e ad ammodernare l'arena cestistica. Mossa fallimentare, finora: la squadra di football non vince e non attira (2500 abbonati), e il basket è un disastro. La media ufficiale 2009-10 è di 1142 spettatori, ma in realtà si tratta dei biglietti venduti, compresi i 507 abbonamenti, perché alle partite spesso si sono viste non più di 200 persone. Un cambiamento di scenario drammatico per Thomas, ragazzo prodigio cresciuto nella fame a Chicago, campione Ncaa con Indiana, due volte campione Nba con i Detroit Pistons e playmaker tra i migliori della storia. Peccato però che Thomas non sia mai piaciuto molto sul piano umano: forse perché consumato dalla voglia di rifarsi per l’infanzia poverissima, si è buttato con ardore in tutto quel che ha fatto, dalla comproprietà dei nascenti Toronto Raptors nel 1994, finita in un litigio, all'acquisto nel 1999 della Cba, la seconda lega pro, fallita dopo due anni con due milioni di debiti, quando però Thomas era già coach degli Indiana Pacers e la Cba era stata affidata ad un comitato indipendente.
Cacciato dai Pacers (da Larry Bird) dopo tre stagioni deludenti, era stato assunto dai Knicks come presidente, a fine dicembre 2003, ma la sua eredità è stata un roster pieno di giocatori strapagati e di scarso rendimento, da lui guidato in panchina, con poco successo, dal 2006 al 2008. Allontanato nell’aprile del 2008, era anche stato condannato assieme ad altri dirigenti per molestie alla responsabile marketing, Anucha Sanders. Il suo arrivo a Fiu è stato quasi una ultima spiaggia per il college, ma anche per lui. E che sarebbe stata un'esperienza particolare l'ex stella dei Pistons s'è accorto già il giorno della presentazione ai media, affollata più delle partite: il rettore Mark Rosenberg lo presentò infatti come «Isiah Thompson».