Mito, il festival destinato a diventare leggenda

La Moratti: "Uno dei progetti più importanti visti in Europa negli ultimi tempi"

C’erano una volta i melomani, oggi son diventati MiTo-mani. Una mutazione genetica indotta dalla novità culturale dell’anno, «uno dei progetti più importanti visto in Europa negli ultimi tempi», assicura il sindaco Letizia Moratti. Una vera invasione benefica di musica di tutti i tipi, un mese (3-27 settembre) che tra Milano e Torino metterà in cartellone 197 appuntamenti in 78 sedi diverse.

La maggior parte a ingresso gratuito, gli altri a prezzi «assolutamente popolari». Ad appena 5 euro la Filarmonica della Scala che esegue le Sinfonie n.3 (Eroica) e 5 di L.W. Beethoven al Palasharp. Con poco più Zubin Mehta e la Filarmonica d’Israele alla Scala per la Sinfonia numero 7 di Gustav Mahler. «Un matrimonio - augura l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi - che a differenza della maggior parte sarà per sempre. Letizia Moratti lo aveva promesso in campagna elettorale, il sindaco Sergio Chiamparino, nonostante sia di un’altra parte politica, l’ha reso possibile. È stato il suo miglior assessore all’attuazione del programma». «Non posso più ricandidarmi - replica lui - Mi preparo il futuro».

Come tutte le idee geniali era la più semplice. Forse ci voleva più immaginazione a unire le targhe per creare il logo (MiTo appunto) che a fondere due città che ormai nessuno più considera divise. MiTo SettembreMusica, dunque, non due ma un unico festival che metterà insieme classica e jazz, antica e sacra, world e contemporanea, tango e fado, Corea e Giappone, rock e pop. «Il sogno - spiega la Moratti - di dare l’opportunità, soprattutto a chi ancora non ha accesso o non conosce la musica, di poterla vivere nei luoghi più belli della città». Meglio delle città, visto che gli appassionati si sposteranno a caccia degli appuntamenti più sfiziosi.

Le Variazioni Goldberg di Bach dentro la Mole Antoneliana o la Missa Sancta Jacobi di Guillame Dufay celebrata a San Marco a Milano e introdotta da Vittorio Sgarbi. «Nel delizioso labirinto che è il festival - spiega il direttore artistico Enzo Restagno - ognuno è invitato a seguire il filo della propria fantasia facendo nascere collegamenti fra la musica e i luoghi della città, fra autori vicini e lontani nel tempo dello stile». Imperdibile, allora, la Messa per coro e strumenti a fiato di Igor Stravinsky celebrata da monsignor Gianfranco Ravasi a Sant’Ambrogio. «Sarà un grande esempio - promette il presidente del comitato Francesco Micheli - di una corretta gestione della musica. Con alta qualità e prezzi bassi». Grazie ancora una volta alla «collaborazione tra pubblico e privato in un’iniziativa straordinaria e coraggiosa», aggiunge il presidente di Promos Bruno Ermolli. Che ricorda sponsor come Intesa San Paolo e Fondiaria Sai, Eni, Aem e Atm. Abbonamenti in vendita da ieri, biglietti dal 30 giugno. Programma e informazioni nel sito www.mitosettembremusica.it.