Un «Mito» di festival tra Milano e Torino: duecento eventi e un «viaggio» in Giappone

Suoni del nostro tempo: il Giappone è tra noi? Non ancora veramente, ma le prove tecniche di avvicinamento continuano. In questo senso a fare un passo avanti è MitoSettembreMusica2009 (dal 3 al 24 settembre), il festival internazionale Milano-Torino che quest’anno porterà nelle sale, teatri, parchi, chiese, piazze e hangar 213 eventi che comprendono quasi ogni genere (3400 gli artisti e 107 le location). Dalla classica alla contemporanea, dal jazz alla Benny Goodman alla techno, passando per contaminazioni e word music.
«Oltre alla sfilata di grandi direttori e l’arrivo di prestigiose orchestre, ci sarà il focus sul Sol Levante - viene spiegato in un’affollata conferenza a Milano -. Si inizia con la rassegna dedicata al compositore contemporaneo Toshio Hosokawa, la cui musica rappresenta una fertile sintesi tra Oriente e Occidente». E ancora: Teatro No, Kabuki, tamburi taiko, il Gagaku. Momento topico con l’Orchestra imperiale Reigakusha, in un «recital» il 25 settembre al Carlo Felice di Genova. Non solo attrazioni liguri ma anche sorprese alla meneghina: «Esordirà come voce recitante il sindaco Moratti in un’opera dedicata allo storico presidente americano Lincoln», annuncia il presidente del Mito Francesco Micheli. L’opera è «Unanswered question» di Charles Ives, lei divertita ribatte: «All’inizio non volevo, ma poi... Sarete mi auguro dei giudici non troppo severi». Debutti a parte, il festival illustrato col maestro americano Lorin Maazel e con il sindaco della metropoli «gemella» Sergio Chiamparino («Anche a Torino come a Milano c’è stato un salto nella capacità di attrarre...»), oltre a contare su grandi autori e bacchette punta sugli spazi per i giovani e la tecnica. Per la tradizione ecco qualche esempio: si esibiranno dall’orchestra Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano all’Academy of St.Martin in the Fields condotta da Murray Perahia, e ancora il direttore coreano Myung Whun Chung. L’innovazione: oltre le prime di nuovi compositori come Manzoni, Dufourt, Mantovani e Filippo Del Corno «al Politecnico di Milano suoneranno musicisti collegati alla “rete” con altri strumentisti nel mondo», viene spiegato. E in tutto questo, dice il direttore artistico Enzo Restagno, «si inseriranno le celebrazioni per Haydn, Mendelssohn-Bartholdy, del Futurismo e iniziative per rivalutare la figura del russo Prokofiev». A questo proposito importante il concerto inaugurare alla Scala e al Lingotto col maestro Yuri Temirkanov. Gran finale all’insegna della «pace» col direttore Jordi Savall e un progetto per Gerusalemme.