Il mito si rimette in moto Garelli presenta i «gioielli»

Il direttore commerciale Abballe: «Nostra priorità è il rispetto dell’aria che respiriamo»

Paola Bulbarelli

Chi entrava nello stand della Garelli al Salone della Moto, appena concluso alla Fiera di Milano, aveva come primo impulso di accarezzare i nuovi modelli esposti come icone su piedistalli. Un conto è vederle sulle riviste e un conto toccarle con mano, una tentazione inevitabile. Certo il Mosquito color oro o argento è davvero una chicca e guardarlo non basta.
Già, perché il Mosquito, nome che rievoca gloriosi tempi andati, torna alla ribalta grazie al nuovo staff dirigenziale della Garelli che per la prossima stagione punta su diverse moto di varie cilindrate. E la rinascita del marchio nato 80 anni fa non poteva prescindere dal recupero di quella moto, a sua volta nata nel ’46, simbolo della rinascita del Paese. «Abbiamo preso certe decisioni - ha detto Alessandro Abballe, direttore commerciale - forti del successo dei primi tre scooter Ciclone, Vip e Capri, che hanno dato risultati insperati. Tutti quelli che abbiamo importato, abbiamo venduto. Soddisfatti d’aver superato le aspettative ci siamo buttati sulle nuove proposte». La Garelli, infatti, nei primi mesi del 2006, diventa proprietà della Solari, azienda specializzata in elettronica. A maggio si commercializzavano i primi tre modelli identici nella meccanica e differenti nell’estetica e nelle sovrastrutture. Il loro monocilindrico ad aria promette percorrenze record, di circa 50 chilometri con un litro. Il tutto funziona alla grande, quindi. «Si, ma il cammino è lungo. Rimettere in piedi un’azienda solo dal punto di vita produttivo, è pressoché impossibile in Italia. Non si riesce a essere competitivi».
Ecco perché quando si parla, ai giorni nostri, di Garelli, si parla di Cina. La produzione delle moto del poetico e geniale ingegner Adalberto Garelli hanno gli occhi a mandorla: una fortuna visto che ormai un pezzo della storia motociclistica italiana era finita nell’oblio. «Valeva la pena investire e credere in questo storico marchio, così abbiamo deciso di farlo resuscitare con un’operazione che ha riportato e sta riportando in Italia un prodotto di qualità». Ovviamente, ora, si guarda al futuro, a un futuro prossimo che nel 2007 porterà tante novità. Se i primi tre modelli si fermavano a 50 di cilindrata, 4 tempi Euro 2, l’anno nuovo si presenta al via con quattro scooter d’eccezione e due restyling. I primi (Mosquito, Fashion, Comfort e Tiger) virano di netto e si orientano su cilindrate quali la 125, 150 e 250 andando, in questo modo, a coprire i vari segmenti: sportivo, comfort e ruota alta. I secondi (Vip e Capri) migliorano prestazioni e immagine. «Tutti - precisa Abballe - sono Euro 3, ovvero il massimo quando si parla della tutela dell’ambiente. Perché Garelli si muove verso le più alte normative in fatto di rispetto dell’aria che respiriamo». Una gamma perciò, che si evolve di continuo, attenta a tutte le esigenze. Si accontentano gli amanti della guida tranquilla ma anche chi chiede alla proprio moto prestazioni scattanti e nello stesso tempo sicure. Accanto all’alta tecnologia non mancano i dettagli classici nel totale rispetto di un nome, Garelli, che con diritto pretende un posto d’onore tra le motociclette italiane di alto rango.