Mitra in pugno assaltano il portavalori

Stefania Scarpa

Assalto al portavalori a San Vittorino Romano, alle porte di Tivoli. Centottantamila euro il bottino, nessun ferito nell’agguato teso ieri mattina poco prima delle 8,30 all’auto della security incaricata della consegna di denaro liquido per rifornire le casse degli uffici postali di zona. Sarebbe bastato girare l’angolo ai due vigilantes a bordo della Fiat Tipo di servizio per raggiungere l’agenzia del paesino a due chilometri da San Gregorio Da Sassola e scaricare i soldi come sempre. Invece è scattata la trappola. I due uomini sono stati speronati, assaliti da un commando di tre banditi, pistole in pugno e mitra spianati, spalleggiati da un quarto uomo alla guida di una Fiat Uno pronta per la fuga. Attimi di panico che si consumano a pochi passi dalla piazza centrale: alle due guardie giurate non resta che mollare il sacco pieno zeppo di euro per non fare la fine di Adolfo Ferrara, il collega 36enne di Genova morto ammazzato due giorni fa da un colpo di revolver sparato da un rapinatore che tentava di strappargli il denaro appena prelevato dalla cassa continua di un supermercato e che stava per depositare all’interno del furgone blindato. I quattro malviventi, dunque, si sono dileguati abbandonando l’auto usata per la fuga durante il tragitto. Vane le ricerche dei carabinieri, il cui elicottero si è alzato in volo per perlustrare la zona della media Valle dell’Aniene per tutta la mattinata. L’attenzione degli inquirenti si concentra su una serie di rapine ad agenzie postali messe a segno a sud di Roma, nell’area tiburtina. In particolare modalità e azione del colpo di ieri riporterebbe alla mente un’analoga rapina avvenuta nel gennaio scorso a Castel Madama. Polemico Vincenzo Del Vicario, segretario del Savip, sindacato dei vigilantes: «Il Governo deve intervenire. Troppe guardie sono mandate allo sbaraglio e rischiano la vita ogni giorno».