Mitsubishi stupisce con Outlander

da Inverness (Scozia)

Lanciata all’inizio del 2007, la seconda serie di Mitsubishi Outlander ha superato sinora ogni aspettativa di vendita. Questo modello si è inserito al momento giusto in un segmento, quello dei Suv compatti. E ora amplia la gamma con due nuovi e più potenti motori: al turbodiesel 2.0 da 140 cv si affiancano un 2.2 anch’esso a gasolio (156 cv) con cambio manuale a 6 marce e un 2.4 a benzina (170 cv) dotato di cambio a 5 marce o, in alternativa, di un automatico a variazione continua di rapporto. Di origine Psa Peugeot-Citroën, il turbodiesel 2.2 è un 4 cilindri a iniezione diretta Common Rail con turbina a geometria variabile, dispone di 380 Nm di coppia a soli 2mila giri e viene offerto con il filtro antiparticolato di serie. Il 4 cilindri 2.4 a benzina è stato sviluppato invece da Mitsubishi con Chrysler e Hyundai.
I nuovi motori aggiungono un superiore comfort di marcia alle doti (stile moderno, comportamento dinamico, spaziosità e versatilità) per cui Outlander si è distinta sinora. L’elasticità di funzionamento e la pacatezza anche a freddo del 2.2 fanno dimenticare le reazioni sempre un po’ brusche e la rumorosità del brioso ma datato 2.0 con tecnologia pompa-iniettore.
Con il sostegno di un docile cambio manuale a 6 marce e di uno sterzo ad assistenza idraulica leggero ma abbastanza preciso, nonostante un certo ritardo di risposta, a bordo del Suv giapponese si può viaggiare a lungo senza grande fatica anche su strade impegnative come le Highlands della Scozia, teatro della nostra prova. L’assetto è tarato sul morbido, ma anche impegnando seriamente la vettura con una guida sportiva, la stabilità non viene mai messa in discussione, la tenuta mostra limiti elevati e le reazioni rimangono sempre sincere. In particolare se si passa, ruotando l’apposita manopola sul tunnel centrale, dalle due alle quattro ruote motrici. Il che comporta solo un piccolo sacrificio nei consumi che rimangono comunque contenuti: Outlander «beve» in media circa 8 litri di gasolio ogni 100 km ad andatura normale e 8,7 se si pigia più allegramente sul gas.
Passando infine in modalità Lock, nel fuoristrada e più in generale su tutti i fondi a bassa aderenza emerge la bontà del sistema di trazione integrale a controllo elettronico che, attraverso un affinamento continuo, ha dato a Mitsubishi una giusta fama. Tra i nuovi motori, il Diesel si fa preferire, ma non va scartato a priori il nuovo benzina, in particolare se abbinato al cambio automatico Cvt con modalità sequenziale e comandi al volante. Le nuove versioni sono disponibili solo nell’allestimento «Instyle» con 5+2 posti standard: a partire da 33.300 euro la 2.2 DI-D (cioè 1.000 euro in più rispetto alla 2.0) e da 29.800 la 2.4 siglata MIVEC, più altri 1.200 euro da sborsare per il cambio Cvt. Chi pretende il massimo, al già ricco equipaggiamento di serie potrà aggiungere gli accessori dei pacchetti Luxury (3.250 euro) e Navy (1.700 euro).