Mladic aspetta l’estradizione: con Srebrenica io non c’entro

Mentre in Bosnia e in Serbia in molti protestano nelle piazze contro il suo arresto, Ratko Mladic resta in cella a Belgrado. Ha chiesto un computer e un registratore e aspetta di essere estradato (cosa che dovrebbe avvenire oggi o domani) per rispondere davanti al Tribunale penale internazionale dell’Aia di numerosi crimini di guerra e contro l’umanità. Annuncia di non riconoscere l’autorità della corte che ha sede nella capitale dei Paesi Bassi e si proclama completamente estraneo al reato più grave fra quelli dei quali è accusato: il massacro di oltre 8.000 abitanti maschi (dai 14 ai 65 anni di età) di Srebrenica, la cittadina bosniaca che le sue truppe occuparono nel luglio del 1995.
Ma al contrario di Slobodan Milosevic e Radovan Karadzic Mladic, le cui condizioni di salute secondo il suo legale sarebbero drasticamente peggiorate nei giorni successivi all’arresto («Non fa che ripetere di volersi recare sulla tomba della figlia e dice che se non glielo consentiranno dovranno portargli la bara con il suo corpo»), ha intenzione di cercarsi un valido avvocato difensore per confutare le accuse che gli vengono contestate dalla giustizia internazionale. Intanto la sua famiglia, per voce del figlio Darko, chiederà oggi che il tribunale di Belgrado ordini una verifica medica per capire se può affrontare il processo.
E in attesa dell’estradizione all’Aia, sull’arresto di Mladic si moltiplicano le versioni che «integrano» quella ufficiale, che vuole il cosiddetto boia di Srebrenica catturato in una casetta del piccolo villaggio di Lazerevo a da una task force formata da 007 serbi, agenti della Cia e militari dei servizi segreti britannici. Secondo alcuni media occidentali, la consegna era stata concordata dopo lunghe trattative. L’accordo prevede che la famiglia abbia una ricompensa e che l’ex generale passi il tempo che gli resta da vivere in una dignitosa prigionia. E pare che alle forze speciali che hanno preso Mladic il cugino dell’ex generale abbia offerto prosciutto, formaggio e qualche bicchiere di sligovitz, la grappa balcanica.