«Moana, sono orgoglioso di essere tuo figlio»

«Non so chi sia mio padre e non mi interessa conoscerlo. Ci ha lasciati soli»

Gaia Cesare

Ha rotto il mistero davanti alle telecamere. Lucido, sereno. Ha raccontato di quel pianto in cui è esplosa Rosanna, confessando che no, nonostante lei lo avesse cresciuto e coccolato, non era lei sua vera madre e che a metterlo al mondo era stata proprio Moana.
In dodici minuti, in una confessione che mette fine a tutti i sospetti, le illazioni e le leggende metropolitane che hanno accompagnato la vita della più amata pornostar d'Italia, Simone Pozzi ha rotto il silenzio che la sua famiglia ha custodito per anni. Lo ha fatto spiegando il suo travaglio, i dubbi che lo hanno assillato per anni quando i giornali e le tv facevano circolare la voce che lui non fosse il fratello di Moana, ma suo figlio. Ha raccontato di quando, a muso duro, ha deciso di affrontare i suoi genitori, per scoprire poi che quelle voci erano vere e che Alfredo, ingegnere nucleare, e Rosanna, casalinga, erano i suoi nonni e che lui di Moana non era il fratello più giovane, il terzo della famiglia, ma il figlio che la pornostar ha sempre nascosto a tutti e che ha visto crescere fino all'età di 15 anni, prima di morire per essere poi cremata.
A parlare lo ha convinto Lucilla Massicci, la giornalista del programma tv Chi l'ha visto, la persona che aveva chiuso uno dei tanti, forse il più assillante mistero su Moana, rintracciando a Lione i documenti che provavano la cremazione della Pozzi e dunque la sua morte. Un mese e mezzo fa aveva confessato a lei l'intenzione di fare un'importante rivelazione. E ieri, Simone, 26 anni, pranoterapeuta a Lerma, nei pressi di Ovada, in Piemonte, la sua verità l'ha raccontata davanti agli schermi televisivi, regalando al pubblico quello sguardo inconfondibile, quel sorriso dolce e malizioso che di Moana in pochi riescono a dimenticare. Prima come sorella e ora come madre - dice Simone - per me Moana è amore. «Per tutta la sua vita ha dovuto rinunciare a dire pubblicamente di avere un figlio. Io invece posso dire di essere orgoglioso di essere suo figlio a 360 gradi. Gielo dico adesso, anche se è troppo tardi. Sono orgoglioso di essere suo figlio. Mia madre ha avuto il coraggio delle sue scelte e ne ha pagato il prezzo. Io sono uno di quei prezzi».
Non c'è lo stesso affetto, la stessa comprensione nelle parole che Simone riserva a suo padre, confessando di «non volerlo cercare né conoscere» perché ha lasciato Moana da sola - racconta - non facendo mai nulla per lei. Se la scoperta della vera identità di sua madre è una rivelazione metabolizzata, quel padre sconosciuto per Simone è una realtà da rimuovere. Le sue sensazioni, la sua storia, ha deciso di affidarle a un libro autobiografico, in uscita il 22 febbraio e dal titolo Moana, tutta la verità (Aliberti editore). Una verità che i genitori della pornostar - ha raccontato la giornalista Masucci - hanno deciso che venisse fuori perché hanno capito che per Simone era importante». Ora di Anna Moana Rosa Pozzi, per tutti gli italiani Moana, resta un erede e una storia che per molti ha ancora tanto da raccontare e non finirà di appassionare.