Da mobili a sculture: le sedie dell’Ikea trasformate dagli artisti

Una mostra d'arte, una collettiva con i progetti di designer, architetti e studenti, due documentari e un'asta benefica con Pietro Chiambretti nelle vesti di battitore d'eccezione. Lunedì sarà un giorno di festa alla Fabbrica del Vapore. È di scena «La casa di Ulisse», evento organizzato da Progetto Itaca, associazione di volontari per la salute mentale, in collaborazione con Naba e tanti artisti e scrittori chiamati a raccolta per riflettere sul tema della casa (dalle 18, ingresso libero, in via Procaccini 4). È da eventi come questo che deve ripartire il rilancio di un ampio spazio come quello della Fabbrica del Vapore, dove l'arte contemporanea dimostra la sua efficacia quale stimolo culturale (ed etico) per i giovani. L'idea è quella di una grande festa per celebrare i primi cinque anni di attività di Progetto Itaca che sostiene percorsi di autonomia abitativa per persone che soffrono di disagi psichici (tutte le informazioni su www.lacasadiulisse.org). Protagonista dell'evento è l'arte contemporanea, che non si guarda (come molti forse vorrebbero) l'ombelico, ma riflette sul mondo, in particolare su un problema concreto come quello della casa: nella mostra «Di dentro e di fiori» dialogano le opere di Michele Munno, pugliese trapiantato in Lombardia, da sempre sensibile al valore terapeutico dell'arte (ha fondato un atelier di riabilitazione per disabili a San Colombano al Lambro) e del cagliaritano Luciano Trebini. Che cosa significa abitare uno spazio? Che cosa rappresenta una casa? Su questi argomenti si sono interrogati quaranta studenti del Politecnico Design di Milano che, con la collaborazione di Barbara di Prete, Davide Crippa e Alessandro Guerriero hanno presentato quaranta modelli su «un nuovo possibile abitare», anche questi esposti alla Fabbrica del Vapore. E poi ancora in mostra disegni (a colori, in pennarello, in photoshop) di artisti e designer affermati (come Gumdesign, Duilio Forte, Ivan, solo per citarne alcuni) e, affianco a questi, le parole di scrittori e saggisti (tra cui la grecista Eva Cantarella, lo scrittore Pietro Citati, la scrittrice Benedetta Cibrario) che riflettono sul mito di Ulisse, l'uomo che voleva a tutti i costi tornare nella sua Itaca. Spazio anche ai video, in quella che forse è la sezione più toccante della mostra: Emirjana Bici, con Paolo Meroni e Anna Ciruzzi, ha girato tre documentari dove gli abitanti delle «Case di Ulisse» raccontano il loro vissuto di disabili psichici alla ricerca di una normalità possibile (perché lo è, in strutture adeguate e con il giusto supporto). Infine, un tocco di leggerezza, perché quella alla Fabbrica del Vapore - dove è ancora in mostra l'installazione di Anish Kapoor, lunedì visitabile con una riduzione sul biglietto d'ingresso - è soprattutto una festa: alle 19 Pierino Chiambretti con il supporto della casa d'aste Porro batterà in beneficienza «La mia sedia preferita»: Alessandro Guerriero ha chiamato a raccolta diversi artisti (Paolo Quinzi, Pietro Follini, Giacomo Cossio, Rosanna Bussoleni, Vanni Cuoghi e tanti altri) che hanno trasformato - chi con una sedia «a parete», chi in chiave pop, chi minimal, chi concettuale - delle normali sedie in opere d'arte. Il ricavato della vendita all'asta delle sedie d'artista (in mostra dal primo ottobre nei negozi Ikea di Corsico, San Giuliano e Carugate) sarà devoluto alla Onlus Progetto Itaca. Perché per le persone con disagio psichico l'autonomia in una casa rappresenta un po' quello che Itaca fu per Ulisse: un approdo. A lungo desiderato, intensamente cercato, con fatica raggiunto.