Mobilità ed ecologia vanno a braccetto Ecco le soluzioni per la città sostenibile

Dai filtri anti-Pm10 ai masselli mangia smog. Le tecnologie a portata di mano

Diego Luigi Marin

Il futuro è già qui e la città che non c’è potrebbe già esistere, coniugando mobilità e salute ambientale con l’imperativo dello sviluppo sostenibile. Filtri antiparticolato per le vetture circolanti, motori e carburanti ecologici destinati a traghettarci verso l’idrogeno, pavimentazioni e pareti che «mangiano» lo smog: novità hi-tech disponibili fin d’ora per altrettanti tasselli di uno scenario metropolitano che attende soltanto di venire alla luce. Meglio se alla svelta, dato che ridurre del 50% l’inquinamento dell’aria eviterebbe, solo a Milano, 1.200 morti all’anno e 10mila casi di malattie respiratorie. Le rilevazioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale fotografano un lieve e progressivo miglioramento nell’ultimo decennio, con la media annua delle famigerate Pm10 passata da 60 a 50 microgrammi per metro cubo. Ma i picchi oltre i limiti di legge sono all’ordine del giorno. «Il Comune sta facendo la sua parte - ha spiegato l'assessore alla Mobilità, Giorgio Goggi, intervenuto al convegno «La città che non c’è» - incentivando l’uso del metano (anche col rinnovo della flotta dei bus, già Euro 3 in buon numero e pure alimentati a gasolio bianco), sviluppando le linee di trasporto elettriche e sperimentando nuove tecnologie e modelli di mobilità alternativa». Come il car sharing, già avviato dalla società Guidami, in collaborazione con amministrazione comunale, Unione del Commercio, Atm, Aci e Fondazione Ambiente Milano, forte di una flotta di 102 vetture di cui 32 elettriche. Un servizio pronto a estendersi a ulteriori veicoli ecologici con l’iniziativa «Io elettrica, e tu?», con la possibilità di prenotare on-line e di pagare anche con carte ricaricabili. In città il traffico è responsabile del 70% delle polveri sottili. Basterebbe che i diesel fossero tutti dotati di un filtro antiparticolato per ridurre le Pm10 di un buon 50%. «In Lombardia - ha sottolineato Guido Rivolta, direttore generale di Pirelli Ambiente - due mezzi pubblici su cinque usano il gasolio bianco (Gecam), ma il 40% dei veicoli commerciali di oltre 3,5 ton sono, al più, Euro 0. Per abbattere l’inquinamento è possibile usare nuovi filtri per il particolato, applicabili come retrofit agli scarichi, e alimentare col Gecam non solo i mezzi di trasporto ma anche le centrali di riscaldamento». Un ulteriore contributo può venire dalla pavimentazione, col massello fotocatalitico al posto dell’asfalto: «Renova - ha affermato Pablo Binda, progettista del gruppo Magnetti - è la prima pavimentazione mangia-smog, il cui impasto cementizio, contenente biossido di titanio, riduce la presenza di sostanze inquinanti, dai composti aromatici e benzene, agli ossidi di carbonio e azoto: sfruttando la luce del sole, 1.000 metri quadrati di superficie fotocatalitica possono pulire un volume d’aria di 200mila metri cubi ogni 10 ore di irraggiamento».
A mettere un’ipoteca sul futuro è, infine, la società Zincar, che ha già sviluppato il primo distributore di idrogeno a Milano.