Modà, Vecchioni, Oxa e Pravo Ecco (prima del voto) chi vincerà e chi già perde

nostro inviato a Sanremo

Dopotutto stasera non finisce il Festival. Stasera dall’Ariston uscirà solo un vincitore con il premio sottobraccio e gli altri solo a braccia (metaforicamente) alzate. Ma il Festival continuerà ancora per un bel po’ su iTunes, in radio e nei pochi negozi di dischi rimasti dove a giocarsela saranno ancora le canzoni con il crudele rituale delle classifiche e del «su su» o «giù giù» come nello zuccheroso ritornello di Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario.
Perciò stasera si vince a metà, diciamo che è una vittoria che fa curriculum ma potrebbe non andare a bilancio. Conta il poi, insomma il conquibus. In ogni caso, i favoriti (anche ad ascoltare bookmakers come Stanleybet) sono i Modà con Emma e poi Roberto Vecchioni. Sono loro, i giovanissimi e il cantautore di lungo corso, il professore e i monelli, ad arrivare alla finale con le migliori possibilità. E a modo loro il Festival l’hanno già vinto. I Modà fino a marzo dell’anno scorso erano formato mignon, avevano un seguito fedele ma risicato, riempivano i locali ma non li fermava nessuno per strada. In un’estate, la loro estate bestiale, esplosi e hanno inanellato due singoli favolosi (Sono già solo e La notte) che qualcuno ha definito ultrakitsch con lo stesso furore che tanti critici cinematografici usavano contro il neorealismo negli anni Cinquanta. Poi si sa come è andata a finire.
Adesso sono arrivati qui con Emma, vincitrice dell’ultimo Amici, la cantante italiana che ha venduto più dischi nel 2010 e perciò il conto è presto fatto. Certo, quest’anno al Festival le regole di voto sono complicatissime e, tra televoto e golden share (dei giornalisti, compreso chi scrive), ci sono troppe variabili da considerare per poter fare un pronostico sicuro. Contano le cifre, anzi le proiezioni. In tre giorni, il disco Viva i romantici dei Modà ha venduto tra le 18 e le 20mila copie, una cifra esagerata (e segretissima, sia chiaro: in Italia le cifre ufficiali sono blindate) rispetto ai parametri abituali. Oltretutto, l’album è stato prenotato in oltre 100mila copie. Per rendere l’idea, sempre stando a indiscrezioni, l’ultimo cd dei Tiromancino, ossia non proprio una band di primo pelo, ha venduto meno di 300 copie. Quindi ci vuol poco a tirare le conclusioni pensando al televoto.
Vendite a parte, anche Vecchioni ha già vinto. È favorito e lui dice: Era ora, anche se fa parte di una categoria che ha evitato il Festival di Sanremo neppure fosse la peste bubbonica. Ma è comunque un segno importante che il suo brano sia tra i preferiti in sala stampa, vuoi per nostalgia, vuoi per effettivo valore di un artista che ha una cifra compositiva piuttosto univoca ma comunque vincente e ben piantata nella nostra storia musicale. Se i Modà ed Emma saranno i protagonisti dell’estate, Vecchioni mette in pace la critica e tanto basti: vincono loro, comunque vada. Oltretutto, sempre per rendere l’idea di un mercato che l’immaginario collettivo percepisce forse come colossale ma che in effetti è paurosamente microscopico, il secondo disco più venduto è quello di Max Pezzali, ma è a distanza siderale visto che, sempre stando ad autorevoli proiezioni, è al di sotto delle 3mila copie vendute in tre giorni.
In ogni caso, intanto che si aspetta di sapere chi vincerà, si sa già chi ha perso. Prima Patty Pravo. Le sue interpretazioni sono state talvolta così scentrate da suscitare tenerezza e lei, che è un pezzo della nostra musica, sembra essere arrivata all’Ariston in vacanza da un altro mondo. E poi Anna Oxa. È talmente frenetica nelle sue mutazioni da disorientare anche i fan più fedeli. E anche questa La mia anima d’uomo è stata rovesciata sul pubblico con una tale irruenza da essere ignorata dalle giurie demoscopiche, tanto che la migliore traccia del suo Festival è la versione di O’ sole mio nella serata dell’Unità d’Italia.