La moda all’ex Fiera, i bambini alla Besana

Nei piani dell’assessore, palazzo delle Scintille ospiterà il museo del fashion: "Serve uno spazio generoso"

Stati generali della cultura. O quasi. Nel senso che l’assessore Stefano Boeri, dopo sei mesi di consultazioni e riflessioni, ieri ha presentato ufficialmente il suo programma. In dieci punti. Per farlo ha scelto non le solita sala Alessi di Palazzo Marino, ma la sala Weil Weiss della Biblioteca Trivulziana, storico scrigno custodito nel cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco. Quasi a voler dire: da qui comincia la discontinuità. Tutto il resto è contenuto in un libro bianco che mette a confronto ciò che «Era» e ciò che è (o sarà) «Ora». L’«Ora», dice Boeri, è di fatto già cominciata domenica scorsa, la giornata senz’auto che ha virtualmente inaugurato «l’isola dei musei» tra Brera, le Gallerie d’Italia di piazza Scala e il museo del ’900. Quel «modello-sistema» funziona - dice Boeri - e funzionerà ancora meglio quando tutta l’area, compreso il Poldi Pezzoli, sarà quanto prima pedonalizzata. Fin qui l’urbanistica. L’assessore punta però il dito contro la «cultura affittacamere» che ha svilito gli spazi espositivi della città. D’ora in poi, dice, ognuno dovrà avere la sua identità e altri nasceranno per ospitare tutte le arti. Tra i nascituri, pare ormai definitivamente abortito il museo di Daniel Libeskind a Citylife («Troppe difficoltà e troppi costi»), ma in compenso un polo per il contemporaneo («a 360 gradi») sorgerà all’ex Ansaldo, ovvero nel cantiere infinito del museo delle culture extraeuropee. E a proposito di archeologia industriale ce n’è anche per la moda, che da sempre attende un polo museale e per la ricerca, impensabile a palazzo Morando. La sede sorgerà nel palazzo liberty delle Scintille all’ex fiera che, secondo i piani, avrebbe in realtà dovuto ospitare il più grande centro culturale per i bambini in Europa. I quali però non resteranno orfani in quanto, nel decalogo di Boeri, proprio a loro toccherà un altro «non luogo» della cultura milanese, la Rotonda della Besana. «L’hub della moda è fondamentale - ha ricordato Boeri - e serve uno spazio aperto, generoso e capace di riassumere tutto l’iceberg sommerso della moda, come il tessile. Sono convinto che il palazzo delle Scintille sia il luogo giusto».
Per quanto riguarda i pezzi da novanta, vale a dire Palazzo Reale e Pac, l’assessore ha ribadito: basta affittacamere e basta mostre blockbuster ma, d’ora in poi, programmi coordinati in collaborazione con poli d’arte internazionali, come la galleria londinese Serpentine diretta da Hans Ulrich Obrist e il «Portikus», celebre spazio per l'arte contemporanea di Francoforte. A tessere queste relazioni, ma soprattutto a programmare i contenuti sarà Francesco Bonami, critico d’arte americanizzato ed ex direttore della sezione Arti Visive della Biennale di Venezia nel 2003. La figura di Bonami dovrebbe garantire quel respiro di internazionalità di cui Milano ha senz’altro bisogno. Nella speranza, ben inteso, che ci siano specchietti per le allodole, superingaggi (non dovrebbe essere più la stagione...) e che si evitino direzioni artistiche fantasma come successe al Pac con Jean-Hubert Martin. Vedremo. Per il momento, di tangibile, c’è in vista la prima mostra del Bramantino proprio negli spazi del Castello Sforzesco, a cura di Giovanni Agosti. «La vogliamo fare al Castello, come modo innovativo per raccontare al mondo il nostro patrimonio». A questa seguirà una iniziativa «analoga per un altro grande autore, Medardo Rosso». Ma la prospettiva, ha aggiunto, è quella di «una grande mostra su Leonardo nel 2015»: all’appuntamento di Expo infatti «non possiamo permetterci di arrivare con una mostra di serie B». Per finire il cinema, quello delle rassegne: addio allo Gnomo, tornerà in auge il vecchio Orchidea di via Terraggio. Costa meno e, soprattutto, «appartiene al Comune».