Moda Il Belgio manda in onda le ricette vegetariane del capo nazista

Hitler non conosce pace. Il suo fantasma continua ad aleggiare nelle più svariate forme: libri, film, convegni e iniziative. Perfino nelle ricette: in Belgio, la VRT, tivù pubblica fiamminga, ha mandato in onda a fine ottobre, nell’ambito del programma Plat Préferé, una trasmissione dedicata ai gusti culinari dei personaggi famosi, tra cui il (vegetariano) Führer. Fatto che ha suscitato piogge di critiche da parte della comunità ebraica. Intanto a Linz, «Capitale europea della cultura», si svolge una rassegna con una vastissima gamma di eventi in occasione del nuovo anno, tra cui una mostra che ripercorre la vita del tiranno tra il 1938 e il 1945. Non mancano i libri, numerosi e con tesi sempre nuove e diverse, sul personaggio più detestato del mondo. S’intitola Dittatore, demone e demagogo il saggio di Anna Maria Sigmund (Corbaccio, pagg. 256, euro 18,60, trad. V. Montagna). L’autrice, sulla base di testimonianze dell’epoca, si concentra, tra l’altro, sul «fascino ipnotico» e la personale Weltanschauung esoterica che il despota esercitava sulle persone. A partire dai discorsi in pubblico, dalla sicurezza ostentata, dal tono di voce baritonale e dalla scenografia di contorno. Conclude la Sigmund, mentre riflette sugli attentati compiuti contro il dittatore, i più numerosi mai perpetrati contro un uomo politico: «Come è stato possibile che nessuno sia mai riuscito a ucciderlo?». A eliminarlo dall’inconscio collettivo, almeno sulla carta, prova Avraham Burg, con una tesi che ha sollevato polemiche e sconcerto. Nel suo Sconfiggere Hitler (Neri Pozza, pagg. 416, euro 19, trad. E. Loewenthal), bestseller in Israele e ora tradotto in Italia, Burg, ex presidente della Knesset, parla dell’eccesso di presenza dell’Olocausto nella vita pubblica israeliana; una presenza che impedisce al Paese di guardare con fiducia al futuro. Uscirà invece nel 2009 Il salotto del Führer. Vita mondana sotto il nazismo di Fabrice D’Almeida (Castelvecchi, euro 18,50, pagg. 448): tra caccia, regate, balli e partite di tennis, si diverte il cinico entourage del dittatore, insensibile anche a guerra e sterminio. Ancora una volta, grazie ad archivi inediti e appunti privati, apprendiamo come la gente del bel mondo si lanciò in una gara di zelo verso il feroce Führer.