La moda degli extracomunitari: svaligiare lo «Staccapanni»

Sembra essere la nuova mania. Il furto dallo «Staccapani». Quei cassonetti verdi di grandi dimensioni che troviamo, peraltro sempre meno, nelle strade principali di Genova. Servono a raccogliere indumenti usati che poi vengono ritirati da Amiu e dalla Caritas diocesana e ristrutturati per poi distribuirli alle famiglie bisognose. Ma da qualche tempo anche i cassoni verdi sono presi d’assalto da molti extracomunitari che, invece di passare alla Caritas, preferiscono usare il «self service» e raccogliere gli indumenti direttamente entrando nei cassonetti.
Di solito agiscono in coppia eludendo il sistema di antifurto dello «Staccapanni»: basta un manico di scopa a bloccare la porta scorrevole ed una persona che faccia da freno, oltre che da palo, quindi l’altro (torcia alla mano per vedere cosa c’è all’interno) può agire indisturbato, andando a raccogliere tutto quello che trova dentro.
Scene così se ne vedono spesso in città, come spesso si notano i mucchietti di abiti e scarpe usate che vengono scartati dai ladri e lasciati sulla strada. Poi succede che qualcuno venga pizzicato. Come è accaduto a Castelletto dove un marocchino di 30 anni è stato bloccato dalla polizia mentre rubava una giacca dopo essersi arrampicato sul contenitore. L’intervento della polizia arriva proprio in conseguenza di diverse segnalazioni dei residenti di Castelletto che da tempo lamentavano la presenza di extracomunitari che asportano vestiti usati.
Episodi dello stesso tenore si registrano nel quotidiano e qualcuno ogni tanto viene pizzicato dalle forze dell’ordine come accaduto a Rivarolo, Sestri Ponente e Carignano nelle scorse settimane. Tanto che il numero dei cassonetti dello «Staccapanni» in città negli ultimi anni è diminuito proprio per evitare i furti e la spazzatura lasciata per le strade.