La moda e lo stile tutto curve Ecco il lato sexy delle donne

Marani costruisce una collezione iperfemminile ed Elena Mirò veste le rotondità in salsa orientale. <strong><a href="/a.pic1?ID=424816">Alla ricerca del materiale perfetto</a></strong>: ora arriva il cashmere da pioggia. E <strong><a href="/interni/lintervista__rocco_barocco/25-02-2010/articolo-id=424819-page=0-comments=1">Rocco Barocco: &quot;Amo gli abiti sensuali ma la vera arma è l'ironia&quot;</a></strong>

Milano - Altro che 90-60-90, la formula numerica della bellezza diventa 100-74-104, misure di seno, vita e fianchi dell’incantevole modella Tania Gervaso che ha aperto la sfilata di Elena Mirò in passerella ieri a Milano. «Ho 22 anni, sfilo da quando ne avevo 14, ero magra ma adesso sono felicissima delle mie curve, mi sento giusta così e in mezzo a tutto studio scienze gastronomiche all’Università del gusto di Pollenzo, in provincia di Cuneo» ha detto la giunonica fanciulla che con i tacchi sfiora i due metri essendo alta 181 centimetri. Per lei e per tutte le curvy girl del mondo dotate di gambe lunghe se non lunghissime, sarà molto facile indossare gli stivali cuissard nonostante il polpaccio forte e le ginocchia non proprio nervose. Ma il bello di questo marchio che da 25 anni veste le cosiddette plus size fatturando 150 milioni di euro l’anno, sta proprio nel rendere portabili i modelli solitamente vietati in caso di rotondità come il cosiddetto «quipao», l’abito tradizionale del Sud della Cina e di Hong Kong con il suo bellissimo taglio a colonna, i bottoncini laterali e quei tessuti a rilievo che tutto fanno tranne «sfinare». Ebbene l’ufficio stile di Elena Mirò per il prossimo inverno propone una serie di fenomenali quipao, splendidi kimono di chiffon nei doviziosi colori delle lacche cinesi, corte giacchine da Mandarino: una convincente collezione in salsa orientale. Del resto il brand ha una partnership al 50 per cento con Elegant Prosper, marchio cinese che fattura 90 milioni di euro e possiede 400 negozi sul vastissimo territorio del Grande Paese. Grazie a questo rapporto d’affari negli ultimi 5 anni Elena Mirò ha aperto 20 boutique monomarca in Cina e molte altre prevede di aprirne entro il 2010.

«Il peggio mi sembra passato, stiamo registrando un aumento nelle vendite del 50 per cento che compensano ampiamente la perdita del 20 per cento di un anno fa» sostiene Angelo Marani, irresistibile stilista-imprenditore di Correggio con una duplice passione per il rock e per le curvilinee. Infatti per costruire una collezione iperfemminile e con pezzi strepitosi come il poncho in daino decorato da strisce di pitone, oppure l’abito a canottiera con paillette di metallo sugli onnipresenti leggins-seconda pelle, è partito dai travestimenti di David Bowie, Freddie Mercury e il barbuto musicista dei Fleetwood Mac alla fine degli anni Settanta. «Mi sono accorto che in quel periodo le rockstar di sesso maschile erano più sexy delle loro colleghe, cosa ci posso fare?» si chiedeva Marani nel backstage di una sfilata smagliante in tutte le sue parti: dalla musica agli accessori (divine le borse a mano altrimenti dette clutch), dai modelli semplicissimi tipo l’abito lungo in jersey arancio vivo a quelli più complessi tipo il vestito nero laminato d’oro con un seducente taglio a farfalla.

Sul fronte tagli si sono visti autentici capolavori come il vestito in cashmere tagliato come un sari creato da Saverio Palatella per il marchio Malo finalmente tornato dove deve stare: nel lusso inteso come un grande ed elegante piacere segreto. Il cappotto di Malo fatto con non si sa bene quanti fili di cashmere intrecciati tra loro nel classico disegno delle maglie irlandesi, parla infatti un linguaggio di artigianato e maestria oltre a essere caldo come una pelliccia se non di più. Su questo fronte nessuno può eguagliare la bravura di Simonetta Ravizza nel rendere i capi in pelo appetibili e accessibili anche al pubblico più giovane e modaiolo. Per lei il 2011 sarà l’anno delle pellicce in volpe, voluminose ma non ingombranti come devono essere le donne davvero sexy. La pensa così anche Valeria Marini che dice: «Le curve comunicano femminilità». Stavolta la sua collezione Seduzioni Diamonds aveva perso eccessi e volgarità trovando morbidezza e perfino splendore nel caso dei tubini stretch interamente coperti di paillettes oppure in quello dei vestiti da sirena in jersey rosa antico.