La moda fa l’uomo rilassato: ora lo smoking è un pigiama

Alle sfilate di Milano trionfa lo stile informale, per il giorno e la sera. Tessuti leggeri e tecnici

da Milano

Tra l’uomo in pigiama di Dolce & Gabbana e il business man senza cravatta di Donatella Versace passa la stessa voglia di relax che ormai dilaga nella società e forse è l’ultimo dei sogni da realizzare in questo nostro mondo sempre più frenetico. Tra i giovani che Christopher Bailey (Burberry) vede nel classico giardino inglese inzuppato dalla pioggia ed Ennio Capasa (Costume National) immagina alle prese con nuovi programmi informatici creati per fare musica, scienza o poesia, passa lo stesso bisogno di un futuro migliore magicamente espresso dalla stupenda collezione di C.P. Company. Raf Simons per Jil Sander e Angela Missoni lavorano piuttosto sul colore, mentre Gaetano Navarra tenta la strada della leggerezza sullo stile militare.
In buona sostanza dalle prime sfilate di Milano Moda Uomo per l’estate 2009 arriva un cambiamento vero: le tendenze rispondono ai reali bisogni della contemporaneità. «Oggi l’unico lusso davvero impagabile è il tempo libero e niente lo rappresenta quanto un pigiama» dicono infatti Domenico Dolce e Stefano Gabbana poco prima di far sfilare un’incredibile collezione in cui l’indumento principe per dormire e riposare diventa un capolavoro sartoriale. Il languido pigiama in seta diventa quindi un impeccabile completo maschile nei tipici tessuti da cravatta con forme calibrate al millimetro. Donatella Versace pensa piuttosto alla forma intesa come sostanza che ha dominato e troppo spesso costretto il guardaroba maschile nella prigione delle consuetudini. Lei ha sempre avuto il coraggio d’inseguire la libertà, ma stavolta ha fatto uno sforzo supplementare dimostrando che solo chi conosce profondamente le regole alla fine le può cambiare.
Così trova nuove costruzioni come il taglio soleil per giacche e pantaloni che a prima vista sembrano normali, ma in realtà sono talmente speciali da diventare irrinunciabili. «Comportamento formale e mente informale» suggerisce la bionda lady del made in Italy all’uomo Versace. E gli fornisce una serie di spettacolari capi nei nuovi tessuti con spalmature di silicone e applicazioni di nanotecnologie che modificano addirittura la struttura atomica delle fibre. Senza cravatta ma con sottili sciarpe di seta al collo che Donatella suggerisce anche a Barack Obama, uomo capace di rappresentare il futuro. Su questo punto nessuno ha lavorato bene quanto C.P. Company nascondendo l’alta tecnologia tessile che ti permette di costruire la giacca con il peso di una camicia. Stupendi gli abbinamenti di tabacco spento e verde chartreuse. Non a caso Ennio Capasa propone tocchi di colori fluò (l’ultimo inventato dall’uomo, nel 1936) sulle scarpe o nelle sottili cinture che enfatizzano una collezione piena di lampi cibernetici. Tra le sue «36 idee per il futuro» la meno convincente è quella del nude look maschile che si ritrova nelle camicie e nelle giacche fatte con il materiale delle zanzariere da Gaetano Navarra. Da Burberry c’è una seducente traduzione in vera eleganza contemporanea dello stile inimitabile di Peter Sellers nel film capolavoro Oltre il giardino. Mentre da Jil Sander c’è un’interessante ricerca di un uso grafico del colore a blocchi che deve cedere il passo alla perfezione dei tagli nelle sahariane blu a mezza manica e nei pantaloni dalla forma anatomica. Perfetti come sempre i cromatismi missoniani oltre naturalmente al senso di agio e libertà che una bella maglia riesce sempre ad offrire.