Moda, da Hogan ad Armani le boutique si rifanno il look

Il più atteso dai milanesi under 30 è lo store del marchio americano ormai di culto Abercrombie&Fitch. Ma per l’apertura del primo negozio italiano in corso Matteotti, i fan che già si scatenano sui blog dovranno ancora aspettare. La più internazionale è la boutique Cesare Paciotti di via Sant’Andrea. Che ieri ha festeggiato la nascita del nuovo negozio di borse e gioielli e il restyling dei negozi uomo e donna (pensati come un moderno hotel) con un cocktail a cui ha fatto da madrina Isabella Ferrari (che indossava le nuove scarpe Butterfly e la pochette a busta). Il più milanese è il negozio Armani di duemila metri quadri in via Montenapoleone, inaugurato ufficialmente ieri con un grande cocktail.
In questi giorni di Milano Moda Donna sono tanti i negozi del Quadrilatero che aprono, si ingrandiscono, si rifanno il look. Ieri ha debuttato con una nuova immagine la boutique Cruciani di via Verri, concepita come un salotto in cui chiacchierare e provare uno dei capi in tessuti preziosi dell’azienda umbra, che fra i clienti più affezionati ha Lapo Elkann. Novità alla boutique Piombo di Montenapo, che ha aperto la parte femminile, in cui si potrà acquistare il nuovo secchiello «Kate», dedicato alla fidanzata del principe William di Inghilterra, Kate Middleton. Dopo Monlcer (via della Spiga), domenica sera è stata la volta di Hogan, che ha inaugurato il nuovo concept store di via Montenapo: una «grande scacchiera» luminosa tutta specchi, pannelli scorrevoli e spazi raddoppiati. E sempre in Montenapo, domani inaugura lo store di gioielli Calgaro, mentre in via Manzoni arrivano le scarpe di Les Tropeziens.
Aria di novità anche in via Solferino. Dopo l’apertura di Pierre Mantoux, giovedì sarà la volta dello spazio Cividini. E pure la via dello shopping più milanese e meno internazionale della città, corso Vercelli, si rinnova con l’apertura (sabato) del nuovo negozio Muji e con la boutique francese Zadig&Voltaire.
Un tripudio di nuove aperture, insomma. Ma non c’era la crisi? Con 12.270 imprese nel campo della moda e del design (su un totale di 168mila), Milano resta in pole position in questi due settori. Non per altro il fatturato del capoluogo lombardo nei vari settori della filiera della moda è pari all’11 per cento del totale nazionale (6,6 miliardi di euro, e 22,5mila addetti ai lavori). Non poco. Solo durante l’ultima settimana della moda, per dire, gli incassi del settore hanno raggiunto 136 milioni di euro. E questo anche grazie agli stranieri, russi prima di tutto, che affollano le boutique del centro e fanno incetta dei nostri abiti e accessori più belli (e più cari). Sono loro a portare a Milano più soldi e più lavoro. E allora ben vengano i nuovi ricchi.