La Moda a Milano dà i numeri 200 sfilate e 70 milioni di euro

Parte oggi la grande settimana delle sfilate Un evento clou per la città e per l’Italia, sia dal punto di vista economico che di costume

Quindicimila addetti ai lavori, 2500 giornalisti da tutto il mondo, oltre 200 tra sfilate e presentazioni. I numeri della settimana della moda milanese - dal 22 al 29 settembre - fanno venire il capogiro. Se poi ci aggiungiamo i 67 milioni e 580mila euro (fatturato del 2006, previsti 69 milioni e 539mila nel 2007) ci si rende conto di cosa significhi il vasto pianeta moda per il sistema-Paese in generale e per il capoluogo lombardo in particolare.
La moda muove l'economia ma in questa tornata di sfilate va di pari passo con la cultura e con l'arte. La kermesse è già iniziata con i premi del «Chi e Chi della Moda» assegnati a Frida Giannini, stilista di Gucci, Renzo Rosso di Diesel, Rita Airaghi, Rosy Biffi, Martina Mondatori e Simona Ventura. Già inaugurata l'importante mostra fotografica (140 foto) dedicata a Gian Paolo Barbieri allestita a Palazzo Reale e oggi è prevista, con un grande evento, quella dedicata a Vivienne Westwood, mostra che dopo tre anni di itinere tra vari musei del mondo, approda a Milano e che verrà coronata dalla cena di stasera al Pirellone con padroni di casa Roberto Formigoni e Franca Sozzoni, direttore di Vogue.
Sempre a Palazzo Reale trova spazio un altro famoso fotografo, l'americano David La Chapelle. Alla Triennale, dal 20 al 30 è prevista la mostra «Quello che le borse raccontano», un progetto culturale e sociale di Francesco Biasia. La Scala apre le porte alla moda con l'opera Teneke. E per i dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Strehler, martedì 25 andrà in scena sul palcoscenico del Piermarini L'Arlecchino servitore di due padroni.
È previsto persino un concerto di musica classica con tanto di fuochi d'artificio al Castello Sforzesco per la grande festa di chiusura del Festival MiTo. Ci sta pure la politica con il ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino che sarà a Milano, in Fiera, martedì prossimo. E poi il party del New York Times e dell'International Herald Tribune, la mostra realizzata da Canon in collaborazione con Elio Fiorucci, la rassegna su Anna Magnani, il cocktail per giovani stilisti del Fashion Incubator, la festa Moet&Chandon al Castello, la serata della Assem, l'associazione che raduna le più note e qualificate Agenzie di Moda. Non mancano le inaugurazioni di negozi: da Massimo Piombo nello storico Palazzo Gavazzi in via Montenapoleone a quello di Casadei in via Sant’Andrea fino a arrivare al nuovo splendido spazio Blumarine in via Spiga.
E la moda? Beh, senza quella non ci sarebbe il resto. E ne è prevista talmente tanta che, come ha detto il presidente della Camera della Moda, Mario Boselli «Abbiamo un'ottantina di marchi che si sono voluti concentrare nei giorni centrali; è ovvio che con questo assembramento, i “no” che ricevono le case di moda sono maggiori e quindi anche gli scontenti. Dall'anno prossimo la situazione dovrebbe migliorare». Nell'attesa, nomi importantissimi come Dolce e Gabbana, D&G, Marni, Jil Sander e Romeo Gigli (nel suo parterre, per la seconda volta è atteso il Nobel Dario Fo) Luisa Beccaria, sfileranno fuori calendario.