Moda, la sfida dei debuttanti: in passerella le griffe di domani

A scuola era un secchione. Liceo classico (all’Omero) prima, e Lettere antiche poi. Alla fine però la sua passione per il bello e per la moda ha avuto il sopravvento su quella per il greco e il latino. E oggi per Gabriele Colangelo, 33enne e milanese doc, l’unico retaggio di quei tempi passati sui libri sono gli occhiali neri da vista. Per il resto, quello che oggi fa Colangelo è quanto di più «cool» si possa immaginare. Non per altro, prima dell’estate è stato scelto come vincitore del concorso «Who is on Next», ideato dalla direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, in collaborazione con Alta Roma. Ieri invece Gabriele ha debuttato sulla passerella di Milano moda donna con la sua prima vera collezione. Abiti «nati dalla ricerca sulle forme e sui materiali». Abiti dai tessuti preziosi o dalle stampe in resina, tutti cuciti a mano «in un piccolo laboratorio milanese, o nella pellicceria aperta trent'anni fa dai miei genitori». Lo stilista, per l'estate 2009, propone infatti un «visone depilato» tanto leggero da sembrare un golfino.
Certo, il suo marchio l’ha creato dopo dieci anni di esperienza (prima da Versace e Just Cavalli, poi come designer di Amuleti). E ora i suoi sogni sono due: «Mandare avanti la mia collezione e disegnare per un grande nome del passato, o del presente».
Anche gli altri finalisti di «Who is on Next» ieri sono arrivati a Milano, ognuno per presentare la propria griffe. Per loro è stata dura farsi notare in una giornata in cui hanno sfilato colossi come Fendi, Versace, Pucci, Dsquared2, Richmond, Biagiotti. I loro sono ancora nomi del tutto sconosciuti. Come Silvio Bettarelli, 28enne vincitore del premio speciale per la ricerca e la sperimentazione. Silvio vive a Milano da sette anni, ma non ha mai perso l’accento sardo. Forse per questo a lui la donna piace vestita di nero, come le signore dell’entroterra della sua isola. Però ama anche sperimentare con accostamenti inediti, come il trench fatto di pelle e chiffon, o la stola di seta che sembra una pelliccia. E se Chrissie Morris e Bionda Castana si sono sbizzarrite negli accessori, Ilaria Nistri, 35enne fiorentina, ha giocato su drappeggi e pieghe, ma anche su idee innovative come il giacchino con le perle cucite sotto il tessuto. Alessandra Cappiello e Rita Mazzeo hanno invece fondato da poco la griffe Morfosis. Quarantenne romana la prima e 26enne salernitana la seconda, difendono a spada tratta il made in Italy: «È un valore aggiunto», dice Alessandra mostrando uno dei capi che metterà in vendita la prossima estate, caratterizzato da linee pulite, sete preziose e ampi volumi sulla schiena.
Largo ai giovani anche oggi e domani, con le sfilate dei sette nuovi talenti di White Club, tutti stranieri eccetto Sandrina Fasoli. Ma soprattutto con la 17enne russa Kira Plastinina. Lei è ancora una bambina ma il suo nome compare già sulle insegne di una cinquantina di negozi in Russia e negli Usa.