La moda sfila a teatro fra immagini, letture e ricordi di vizi e virtù

Raffaella Patruno

Una serata all’insegna del palcoscenico di qualità. Il Teatro della Verdura presenta il nuovo spettacolo «La memoria della moda» di Filippo Crivelli. L’appuntamento è stasera alle 21.15 nel giardino della biblioteca di via Senato per un evento che si annuncia particolare e versatile: non è teatro e neanche costume. Tema centrale è il mondo della moda, raccontato da chi lo ha vissuto nei panni di giornalista.
«Vogliamo valorizzare tre nomi che hanno scritto considerazioni spiritose e intuitive», dice il regista. E così Maria Pezzi, cronista di moda, e Beppe Modenese, presidente onorario della Camera Nazionale della moda italiana, ripercorreranno, attraverso le letture di Elena Ghiaurov, vari testi ricavati da pubblicazioni scritte da tre grandi giornaliste-letterate-cronachiste.
Gianna Manzina, autrice di vari romanzi fra i quali «Lo Sparviero» e «Ritratto in piedi» (omaggio alla figura paterna grazie al quale ha conquistato il Premio Campiello nel 1974). Irene Brin, genio dello stile e iniziatrice, in Italia, di un giornalismo originale, curioso e ironico. Lei sceglie di «scoprire» il Paese puntando sull’analisi del costume. Con stile eccentrico ma puntuale, spiritoso ma analitico, coglie nelle persone e nei dettagli le caratteristiche del nostro Paese. Infine Camilla Cederna, anche lei giornalista, famosa per una rubrica tenuta settimanalmente su «L’Espresso», considerata un vero e proprio diario italiano che, senza perdere di vista l’obiettivo di divertire, racconta vizi e virtù del Belpaese.
A fare da sfondo a questo insolito percorso fra racconti, letture e proiezioni di disegni, sempre le figure direttive. Maria Pezzi che, con la Brin, ha inventato il mestiere della giornalista di moda spingendosi oltre gli «orli dei costumi» e cogliendone le essenze, le debolezze e i punti forti. La cronista offrirà il proprio interessante punto di vista da «tecnica» del settore. Poi, l’inconfondibile penna di Brunetta, che commenterà vizi e virtù delle passerelle, alle quali da sempre guarda con interesse. «Lei aveva negli occhi il radar», ha commentato la Pezzi, che dice di «conoscerla anche prima della guerra».
Quindi la splendida voce di Renè Gruau, che si farà interprete delle letture di tutti i racconti, utilizzando un «taglio personalizzato», tipicamente teatrale. Infine, Beppe Modenese che rappresenterà un doppio supporto per lo spettacolo: sia per le sue competenze teoriche sia per quelle propriamente pratiche e manuali (è fra i più famosi disegnatori di gioielli).