La moda sfratta i pendolari: il terminal bus a Lampugnano

Dopo piazza Castello, le linee dei pullman nazionali e internazionali dovranno lasciare anche Porta Garibaldi per far posto alla Città della Moda. Questa volta però l’autostazione andrà in periferia

Prima nella centralissima piazza Castello con vista sugli spalti e un occhio alla Madonnina, ora nella più decentrata porta Garibaldi, presto nella decisamente più periferica zona di Lampugnano. Il terminal degli autobus è costretto a migrare un’altra volta. Con qualche disagio in più per i tanti pendolari che lo utilizzano per arrivare ogni giorno al lavoro e magari per i turisti che scelgono i mezzi pubblici per venire a visitare Milano. La «colpa», se di colpa si può in questo caso parlare, è dei lavori in corso per il mega progetto di riqualificazione dell’area Garibaldi-Repubblica. Quello, per intendersi, da cui sorgeranno la Città della moda e il grande parco cittadino con la Biblioteca degli alberi. Riqualificazione griffata Cesar Pelli e Manfredi Catella (Hines Italia), di un’ampia zona che va dalle ex Varesine fino appunto alla stazione Garibaldi. Lavori in corso che manderanno gambe all’aria una bella fetta di città. Compreso il capolinea degli autobus oggi sistemato in piazza Freud.
Il provvedimento porta ancora la firma dell’ex sindaco Gabriele Albertini, nei panni di commissario straordinario al Traffico, ed è stato studiato insieme al suo vice Riccardo De Corato. Il trasloco dovrà essere realizzato al più presto perché i lavori per le opere relative al Programma integrato di intervento sull’area Garibaldi-Repubblica, come si legge nel provvedimento, sono vincolate alla «definitiva sistemazione» del nuovo capolinea. Demolizione, dunque, «dell’attuale stazione di autolinee extraurbane di piazza Freud e realizzazione di una nuova autostazione a Lampugnano, nell’area prospiciente a via Cambi. Lì, alle spalle dell’ippodromo di San Siro e nei pressi del MazdaPalace, dove sorge un ampio parcheggio e la fermata della linea 1 (la rossa) della metropolitana. Lì presto arriveranno, partiranno o semplicemente transiteranno tutte le linee nazionali e internazionali. Un’occasione per una «razionalizzazione delle fermate e dei capolinea bus situati in tutto il territorio del comune».
Lavori, dunque, per un importo di 240mila euro che prevedono l’allestimento di un piazzale per il carico e lo scarico dei passeggeri della superficie di quasi 9mila metri quadrati e ben 32 «stalli» per la fermata degli autobus. Il tutto servito da appositi impianti di illuminazione e pannelli informativi. E poi un locale di 260 metri quadrati «da destinarsi a biglietteria, sala d’aspetto, servizi vari presso le adiacenti strutture della stazione metropolitana, il cui uso sarà regolato da apposito contratto d’affitto tra la stessa Autostradale viaggi e Atm». Sì, perché proprio intorno alla società Autostradale Viaggi ruota tutta l’operazione. Ad essa era stata affidata la gestione del terminal di porta Garibaldi e la stessa gestirà il trasloco e il nuovo capolinea. Dieci gli anni della concessione che, per consentire di rientrare dalle spese di installazione e avviamento, sarà gratuita per i primi sei. Mentre fino allo scadere del decimo, Autostradale viaggi dovrà versare al Comune una quota forfettaria di 40mila euro. Poi eventuale rinnovo. Nel frattempo l’impegno della società a sostenere tutti i costi di gestione e di manutenzione, «le pulizie, le forniture di acqua, energia elettrica, riscaldamento e condizionamento, le assicurazioni incendio e responsabilità civile». Un’operazione, sia il trasloco che la gestione della nuova stazione, che sarà dunque a costo zero per Palazzo Marino. Forse per i pendolari un po’ meno.
giovanni.dellafrattina@ilgiornale.it