La modella e il playboy

Come l'ottanta per cento degli abitanti del South Carolina, la giovane Terry Broome ignorava dove si trovasse Milano e, forse, avrebbe anche faticato a trovare l'Italia su un mappamondo. Ma la richiesta della sorella Donna di raggiungerla a Milano per cominciare l'avventura nella moda, la intrigava. Con i suoi capelli ramati, un bel corpo, gli occhi verdi e il viso un po' imbronciato da ragazzina, sentiva che forse sarebbe stata la svolta della vita. È l'aprile del 1984 quando da un Jumbo della American Airlines Terry vede le luci di Fiumicino e il ricordo della vita trascorsa negli States fino a 23 anni scorre veloce nella sua mente. In fin dei conti che ha da perdere? Un padre alcolizzato dopo l'esperienza in Vietnam, una madre sempre afflitta da mille guai, un matrimonio a 18 anni naufragato dopo pochi mesi. E poi quella orribile violenza subita a 15 anni da due motociclisti ubriachi. La stuprarono a turno e uno di quei porci abusava del suo corpo aprendo la bocca e facendo uscire la lingua in segno di scherno. Il passato è passato, pensa la giovane mentre si scola il terzo whisky al bar dell'aeroporto in attesa del volo Alitalia per Linate.
La metropoli ambrosiana degli anni Ottanta è quella «Milano da bere» che dopo il terrorismo si risveglia nella vita di relazione, nella mondanità e nello scintillìo di vetrine e passerelle, da cui trapela il primato della moda scippato a Parigi. L'entourage spumeggiante e gonfiato di questa fiera delle vanità trascina con sé aspiranti mannequin che vedranno infrangere il loro sogno dopo qualche notte nel letto di un millantatore; playboy alla continua ricerca di ragazze disponibili e pederasti alla ricerca di modelli. Locali come il Nephenta, il bar Roma, o il Charly Max e mille angoli di Brera gareggiano nell'ospitare clienti Vip, pettegolezzi d'alto bordo, strip tease o eventi piccanti che spingano ad un'altra bottiglia di champagne. Terry entra nella spirale dorata della vita notturna milanese, dove il rumore più noto oltre a quello della musica di fondo è il tintinnare dei calici di cristallo e il botto dei tappi che saltano. La polverina bianca è invece silenziosissima: urla soltanto nel cervello. Fra blazer volutamente un po' gualciti, auto di lusso, party in ville paradisiache sulla Riviera ligure e yacht, il tutto con contorno di sesso e qualche «pista», Terry comincia la vita di passerella e trascorre alcuni weekend nella villa di Carlo Cabassi, a Casorezzo. È qui che conosce Francesco D'Alessio, rampollo quarantenne di facoltosa famiglia romana alla ricerca di amplessi nel bel mondo. Si incontrano in sala biliardo e lui è un po' «fatto». Si avvicina a Terry e le propone «Dai, facciamolo qui, subito...». Al suo rifiuto Francesco strabuzza gli occhi, mima un coito muovendo avanti e indietro il bacino e fa roteare la lingua fra le labbra divaricate. È come un terribile ricordo. Terry guadagna la porta raggiungendo il fidanzato Claudio Caccia e il resto della compagnia. Sembra finire tutto lì. Ma la sera dopo, mentre Claudio dorme della grossa sotto l’effetto degli antinfluenzali, Terry si intrattiene sulla soglia con Carlo Cabassi. Poi si spoglia, e il resto viene da sé. Claudio non sente gemiti né sospiri. Potenza degli antibiotici. Quando Francesco D'Alessio viene a saperlo, sparge voce che Terry se l'è fatta con sei uomini, che è ninfomane, e altre delicatezze del genere. I due si incontrano ancora nei locali di Milano e durante il fine settimana in qualche villa. Ogni volta che Francesco avvicina l’americanina, la chiama «cagna» e mima quel volgare gesto a bocca aperta. Per Terry, D'Alessio diventa un'ossessione. La giovane ha ora un nuovo flirt: il gioielliere Giorgio Rotti. Sembra andare tutto meglio: lui le regala un anello di fidanzamento e da qualche settimana lei non incontra Francesco D'Alessio. Ma la sera del 25 giugno, al Nepentha, è riunita tutta la compagnia. C'è la sorella Donna con il fidanzato. Però c'è anche lui: D'Alessio. Questi la blocca sulla porta della toilette e ripete le consuete e volgari avance. Esasperata, Terry ne parla a Giorgio e questi accende una discussione con Francesco, che gli risponde «Ma con chi ti sei messo? È una ninfomane...» e spiattella tutto di villa Cabassi. Terry e Giorgio se ne vanno a casa di quest'ultimo. Litigano e lui si riprende l'anello. La ragazza è disperata. Vuole farla pagare a quel disgraziato. O meglio, vuole spaventarlo. Verso le sei del mattino chiama a casa il playboy - che nel frattempo aveva rimorchiato una modella -, falsa la voce e si spaccia per una ammiratrice desiderosa di conoscerlo. Lui, felice per la prospettiva di un’ammucchiata, la invita subito nel lussuoso appartamento di corso Magenta 84, quello che l'amico Cabassi gli mette a disposizione per le nottate ambrosiane. Terry Broome si scola qualche bourbon, tira una «sniffata» e prende di nascosto la pistola di Giorgio, ormai in un sonno profondo. Quando arriva all'appartamento del D'Alessio lui l’accoglie con un largo sorriso. «Ah, sei tu! Allora ci hai ripensato...». E dopo aver bevuto insieme qualcosa, tenta di spingerla in camera da letto mentre l'altra modella, Laurie Marie Roiko, è in bagno. Terry si ribella ed estrae dalla borsetta la rivoltella di Giorgio. D'Alessio le si scaglia addosso, vien fuori una lite e partono due colpi. Francesco D'Alessio cade a terra stecchito. Terry fugge da Giorgio, lo sveglia e gli racconta tutto. Questi le dà un po' di soldi e la imbarca sul primo aereo per Zurigo, ma il giorno dopo la giovane americana è arrestata dalla polizia elvetica che la consegna a quella italiana. Viene condannata in appello a dodici anni. Poi, nel ’93, uscita dal carcere per buona condotta, torna nel North Carolina, dal quale era partita sperando in una vita migliore.