Modella muore di anoressia. Come la sorella

Eliana, 18 anni, è stata trovata morta in casa. Sei mesi fa Luisel, 22 anni, si era accasciata senza vita mentre sfilava in passerella. L'autopsia parla di un arresto cardiaco, ma la stampa uruguiana punta il dito sui disturbi alimentari

Milano - Era alta bella, bionda. E magrissima. Come sua sorella, stesse caratteristiche, stessi segni di distinzione. Sono morte l’una a distanza di sei mesi dall’altra. Luisel è stata stroncata da un infarto dovuto alla magrezza eccessiva. Anche Eliana ha avuto un infarto. Non è certo che sia legato all’anoressia, ma sembrano morti in fotocopia e la polemica è già esplosa.
Entrambe lavoravano in un mondo che considera la magrezza come il bene più prezioso. Basta un chilo in più e smetti di lavorare. Eliana Ramos, conosciuta con il nome di Elle, giovane modella uruguaiana di 18 anni è stata trovata morta in casa due giorni fa. La sorella Luisel, ai primi di agosto, saliva in passerella per la prima volta, un traguardo tanto ambito quanto sofferto. Ma ce l’aveva fatta. E lì ad ammirarla c’era lei, Eliana, che sognava per sé lo stesso destino: sfilare sotto i riflettori. Il salone dell’Hotel Radisson Victoria Plaza di Montevideo aveva accolto Luisel, illuminandola di mille flash. Per troppo poco tempo, purtroppo. Al primo cambio d’abito si è accasciata, stroncata da un infarto cardio-respiratorio. Una morte che aveva gettato nello sconforto anche la sorella, tanto da spingerla a ricorrere a un aiuto psicologico. Tuttavia, dicono gli amici, ora si era ripresa, stava meglio. Tanto maggiore lo choc quando i nonni hanno trovato Eliana riversa a terra in casa, già senza vita.
«Aveva vissuto tre o quattro mesi di grande tristezza per la morte di Luisel, ma ultimamente appariva più allegra», ha raccontato un’amica, la modella Natalia Ferreira, aggiungendo che la ragazza «non sembrava in cattiva salute». Insieme avevano appena trascorso venti giorni nella villa dell’imprenditore Pancho Dotto, che aveva lanciato Eliana nel giro dell’alta moda. L’uomo d’affari ha respinto sdegnato l’ipotesi dell’anoressia: «È un assurdo che si parli di una alimentazione deficitaria, di anoressia o di bulimia». Eliana, ha aggiunto, «era una ragazza molto sana, si alimentava bene e faceva sport. E non ha mai avuto una magrezza estrema». Ma la stampa uruguaiana ha ripescato le parole pronunciate dal padre delle ragazze quando morì Luisel: disse che «non mangiava da giorni» e ammise che le sue due figlie pur di conquistare la possibilità di sfilare su una passerella affrontavano incredibili digiuni.
Forse Eliana, nonostante ciò che era accaduto a sua sorella, continuava nei suoi terribili propositi di estrema magrezza. La ragazza potrebbe dunque essere la settima vittima dell’anoressia in America Latina in pochi mesi. E anche l’ultima delle vittime, la brasiliana Ana Carolina Reston Macan, era una modella. A ventun’anni si nutriva solo di mele e pomodori, era alta un metro e 74 e pesava appena 40 chili. Alla vigilia della partenza per Parigi, dove avrebbe dovuto partecipare a una serie di sfilate, il suo fisico non ha retto e si è arreso all’anoressia.
In un’America Latina sotto choc per la nuova morte, il mondo della moda torna sotto accusa. Ma si riapre anche in generale il dibattito sui modelli culturali suggeriti ai giovani. Ci sono vip e personaggi famosi, che nulla c’entrano con la moda, che della magrezza hanno fatto un mito. Da Victoria Beckam ex Spice Girls all’attrice Keira Knightley, da Kate Bosworth (fidanzata storica di Orlando Bloom) a Nicole Richie figlia adottiva del cantante Lionel, da Jodie Kidd eletta The Face (ora 53 chili per 1,85 d’altezza) a Mary Kate Olsen una delle due gemelle a capo di un impero di cui si è scoperta la dipendenza dalla cocaina. Proprio come Kate Moss, ormai la top più famosa, la cui notorietà è stata amplificata dagli scandali sulla vita disordinata, dalla magrezza alla coca. E nonostante gli scandali è rimasta sempre in copertina, raggiungendo anzi un record di guadagni.