Modelle in passerella Un comitato etico contro l’anoressia

Partecipano anche il Comune e la Camera della Moda

«La taglia 42 è la nuova taglia 48»: un dogma per la terribile Meryl Streep de Il diavolo veste Prada, una realtà in un mondo, quello della moda, dove la taglia media non si spinge oltre la 38. «Proporre questi modelli alle ragazze o alle personalità più fragili significa favorire comportamenti che possono sfociare in malattie sociali come l’anoressia - ha detto il sindaco Letizia Moratti -. La moda, al contrario, con la sua forza comunicativa dovrebbe essere un veicolo per promuovere il benessere fisico e intellettuale». Da questa riflessione è nato il Comitato etico che vede la partecipazione del Comune di Milano, della Camera Nazionale della Moda, dell’Associazione servizi moda e di un Comitato scientifico composto da medici, psicologi, pedagogisti e sociologi. Tra i principali compiti dell’organismo la determinazione di un’età al di sotto della quale non sarà possibile sfilare o posare per servizi fotografici (la soglia sarà probabilmente di 16 anni), la scelta di alcuni indicatori per identificare il «livello di guardia», oltre il quale la salute è da considerarsi a rischio (uno di questi sarà l'indice di massa corporea, non inferiore a 18,5), la predisposizione di una certificazione per verificare questi parametri, la promozione di una bellezza che non s’identifichi con la magrezza (ad esempio aprendo le passerelle anche alle taglie 42), la sensibilizzazione nelle scuole con corsi sull’alimentazione e su un’attività fisica bilanciata. «Speriamo che l’azione del comitato possa portare a una rivoluzione culturale - ha precisato l’assessore alla Salute, Carla De Albertis -, ben consapevoli che l’anoressia ha cause complesse che vanno oltre l'emulazione di questi modelli». «Già a febbraio, nella settimana della moda donna, mi piacerebbe vedere dei cambiamenti - ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive, Tiziana Maiolo -. Un po’ più taglie 42, un po’ meno “manici di scopa”».
«Inizialmente il mondo della moda ha reagito con un po' di sospetto alla proposta del Comune di Milano - ha detto Mario Boselli, presidente della Camera della moda - ma alla fine abbiamo dato la nostra disponibilità perché si tratta di una proposta di buon senso e assolutamente applicabile».
Nulla a che vedere, infatti, con il terremoto di Madrid: le norme non saranno imposte dalle istituzioni, ma concertate con gli operatori di settore, sentito il parere di medici e specialisti. Ad esempio, l'indice di massa corporea non sarà uguale per tutti ma si terrà conto delle naturali differenze connesse alla provenienza etnico-geografica.
L'idea, partita da Milano, è stata accolta positivamente anche a Roma dove, venerdì 22 dicembre, è prevista la firma di un manifesto d'intenti per fissare una linea d'azione comune. «L'auspicio è che la proposta di Milano possa essere emulata non solo in Italia ma anche nel resto del mondo» ha concluso la Moratti.