Modelli in resina per progettare l’arcata dentaria

Felicita Donalisio

Contenere e rendere "trasparente" il costo di una terapia implantologica? È possibile, se la programmazione di tutti gli "step" della procedura è precisa e accurata. E una pianificazione ottimale è quella che si ottiene attraverso le cosiddette repliche stereolitografiche, modelli anatomici in resina che rappresentano la riproduzione tridimensionale delle arcate dentarie del paziente. Un traguardo che è stato reso possibile dalla stereolitografia, una sofisticata tecnologia di polimerizzazione con radiazioni laser che - applicata all'implantologia grazie a una stretta collaborazione tra medici, produttori e ingegneri - permette di costruire tali modelli anatomici a partire da immagini di Tac (Tomografia assiale computerizzata).
«Come si sa, mentre la tradizionale radiografia presenta una visione esclusivamente monodimensionale del cavo orale, la Tac, attraverso sezioni radiografiche dell'osso, ci fornisce immagini a due dimensioni», spiega Emilio Francini Naldi, dottore in Medicina e Chirurgia ed Odontoiatra a Firenze, Milano, Roma e Udine (numero verde 800252020, sito internet www.efran.it). «I modelli stereolitografici in resina realizzati sulla base di questo esame, pertanto, sono sostanzialmente identici all'arcata dentale del paziente. In pratica, consentono di "avere davanti agli occhi" e di poter esaminare concretamente la bocca del paziente, senza alcun disagio da parte di quest'ultimo.
Poter valutare con precisione gli spessori ossei della zona di intervento, permette di adottare la soluzione più adeguata a problemi di carenza ossea o di denti mancanti e di calcolare con estrema esattezza il numero degli impianti e la loro inclinazione. L'intervento viene progettato in modo del tutto personalizzato, come una sorta di abito su misura e il paziente può farsi un'idea molto più concreta e più chiara circa il trattamento».
Dal punto di vista economico, il fatto di poter pianificare in maniera esatta ogni fase della procedura si traduce in una maggior trasparenza del costo della stessa e nella possibilità di ottenere un preventivo di prezzo preciso (non destinato a lievitare per imprevisti riscontrati ). Ma i vantaggi non finiscono qui. «Anche l'implantologia, come qualsiasi altra terapia chirurgica, non è esente da un certo margine di rischio, tanto più che l'inserimento degli impianti si esegue in parti ossee prossime a zone particolarmente "critiche", come i seni mascellari dell'arcata superiore o il canale del nervo mandibolare nell'arcata inferiore», osserva il dottor Francini Naldi. «Un prototipo accurato come quello che consente di ottenere i modelli stereolitografici riduce al minimo la possibilità di complicanze o di danni a carico delle strutture adiacenti».
La procedura basata sui modelli stereolitografici si rivela utilissima anche per quanto riguarda l'applicazione dei cosiddetti impianti "a carico immediato": «In molti casi, con questa procedura è possibile applicare la protesi fissa nelle 24 ore successive all'inserimento degli impianti, senza aspettare i quattro-sei mesi previsti dalla procedura tradizionale», spiega l'esperto. «Anziché sull'osso naturale, infatti, la protesi viene costruita sul modello stereolitografico, eliminando i tempi morti, con una riduzione significativa di coinvolgimento diretto del paziente (e, quindi, dei suoi disagi) e con una maggiore precisione del risultato. A beneficiarne è anche la qualità stessa della protesi, a cui questo procedimento assicura una maggiore funzionalità e durata».